Zibaldone (parte quindicesima)

Raccolgo qui, più che altro per non dimenticarle e creare una specie di backup, alcuni racconti di vita domestica, già affidati in passato allo status di fb. Qui la prima puntata, qui la seconda, qui la terza, qui la quarta, qui la quinta, qui la sesta, qui la settima, qui l’ottava, qui la nona, qui la decima, qui l’undicesima, qui la dodicesima, qui la tredicesima, qui la quattordicesima.

– Mamma, perché il contrario di “smettila!” non è “mettila!”?

(le domande esistenziali di Signorina A)

(Gennaio 2019)

Sfoglio Instagram.

Passa Mademoiselle C.

– Mamma, ma perché fotograno loro stessi? A chi vuoi che gliene freghi-

(selfie: embé?)

(Gennaio 2019)

– Mamma, perché voi grandi volete sempre dimagrire?-

(Signorina A, osservatrice di ossessioni)

(Gennaio 2019)

– Mamma, ma non sarebbe meglio se il tempo passasse piano piano quando si fanno cose belle e veloce con le cose difficili e noiose?-

(#rivoluzioni)

(Gennaio 2019)

– Mamma, secondo te prima o poi li scrivono “Grandi donne”, “Grandi donne crescono”, “Anziane donne”, “Anziane donne crescono”?-

(c’è spazio per una nuova Elena Ferrante in ogni generazione)

(Dicembre 2018)

– Mamma, facciamo che io ero piccola come una briciola e anche le mie sorelle erano piccole come delle briciole, e anche tu e papà e i nonni, i cuginetti, gli zii, tutti quelli che conosciamo, e anche il mondo e l’universo erano piccoli come una briciola-

(Miss T, l’intuizione dell’istante precedente al Big-Bang e tutta la verità di cui è ignara portatrice)

(Dicembre 2018)

Casa nostra. Interno giorno. Procedure di allestimento albero di Natale e presepe in corso. Tre bimbe indossano un berretto di foggia simile a quello che si crede indossare Babbo Natale, anche se nessuno (almeno che io sappia) l’ha mai visto.

Mademoiselle C alza lo sguardo perplesso, al mio indirizzo:

– Mamma, ma perché a Natale nessuno si veste mai da Gesù? Mi devo procurare una barba marrone, dopo tutto il compleanno è il suo-

(nuove frontiere del marketing natalizio)

(Dicembre 2018)

– Bimbe, oggi c’è davvero il sole dopo tutta questa pioggia! Che bello, proprio per la vostra festa all’aperto! Dobbiamo proprio dire grazie-
– A chi?-
– Io lo direi a Dio-
– Sì, mamma, e al sole-
– Al sole e anche alla pioggia, mamma, che ha deciso di non venire-

(le mie piccole animiste)

(Novembre 2018)

Si ripassano i tempi dell’indicativo, completati da Signorina A e Mademoiselle C in quarta elementare. 
Miss T è ovviamente all’oscuro di tutto, non conoscendo l’esistenza formale di predicati verbali e loro coniugazioni.

– Dimmi il trapassato remoto di bere, quarta persona singolare- chiede il signor Pàpici, scherzoso.
– Papi, non vale, la quarta persona non esiste!-

Miss T mi guarda perplessa, poi commenta sottovoce: ” Ma, secondo me c’è talmente tanta gente nel mondo, che la quarta persona sì che esiste”.

(la grammatica, a cinque anni)

(Novembre 2018)

In casa è recentemente sbocciata una nuova stagione di esercizi ginnici con oggetti non espressamente dedicati: muri, divano, scale, letti.

All’ennesimo ritrovamento di Signorina A appesa sul letto a castello, parte l’ennesimo rimprovero.

– Signorina A, guarda che anche se il letto ti sembra solido, si può rompere-
– Ah sì?-
– Eh, sì-
– Tutto si può rompere?-
– Beh, sì, dipende da come lo usi-
– Anche il mondo?-
– Anche il mondo, se lo trattiamo male-

A quel punto si introduce a gamba tesa Mademoiselle C, contrariata.

– Ma che? Il mondo lo sta rompendo XXX*, **-

* segue nome di noto leader politico attualmente al governo nel nostro paese, che non nomino per non alimentarne la megalomania
**in ogni caso la scala di “mondo” per lui è decisamente troppo

(la politica a nove anni)

(Novembre 2018)

Mademoiselle C, alle prese con lo studio dell’organizzazione delle prime città, scopre il concetto di classe sociale.

– Mamma, ma non sarebbe più giusto che fossimo tutti uguali? Senza schiavi e re, poveri e ricchi?-

(Marx scansati)

(Novembre 2018)

– Mamma, giochiamo che Miss T e Signorina A si costruiscono la loro casa e noi la nostra. Facciamo che siamo delle amiche. Loro cucinano, mangiano, dormono nella loro casa noi nella nostra. Poi ogni tanto ci incontriamo e facciamo insieme cose tipo pic-nic, passeggiate, andare al ristorante o al cinema-
– In pratica, Mademoiselle C, giochiamo alla vita normale.
– Sì, ma facciamo meno cose noiose e più cose divertenti-

(soluzioni semplici per la vita #apensarciprima)

(Ottobre 2018)







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