Scansati, stanchezza

Signorina A amava e ama l’ordine della scrittura, stare dentro alle righe, lanciarsi in maiuscole con qualche volo arzigogolato, da ricondurre docilmente nelle righe.

Mademoiselle C riempie i fogli bianchi cominciando ogni volta da un punto diverso. Nei primi esercizi di alfabetizzazione capitava che prendesse a scrivere da in basso a sinistra, se le andava così. Oggi cerca di perseguire l’ordine, perché sa che i grandi lo apprezzano – accidenti a noi!- ma è una segreta cultrice del disordine creativo.

Miss T, recente ex-analfabeta, riempie i fogli della sua furiosa allegria. Fa tutto subito, ha la fregola gioiosa del portare a compimento, non importa come, ma è tutta bellezza certa quella che produce. Chi ha detto che è bello solo il colore che è dentro i bordi?

Una qualche sera fa si è consumata una discussione di fuoco all’ora di cena.

Con un trasporto emotivo e, a tratti persino una certa animosa acredine, Mademoiselle C e Signorina A si sono fronteggiate in una concitato scambio di opinioni, al limite della zuffa.
Non era mai capitato un confronto così aspro in casa nostra. Incuranti della temperatura via via sempre più fredda della minestra nei loro piatti, si sono lanciate verso accorate difese della propria tesi e ostili accuse alla tesi altrui, ciascuna dalla propria parte del tavolo. Hanno alzato la voce, sono arrivate persino alle lacrime. Impossibile per Miss T introdursi nella discussione, né per il Singor Pàpici e me, porvi fine.

Mademoiselle C era fermamente convinta che la matematica sia l’unico linguaggio universale, Signorina A sosteneva che anche la grammatica ha le sue regole assolute.

Da allora, per fortuna, non ne hanno più parlato, devono aver lasciato la questione libera di vagare nelle alte sfere dell’universo, dove è più giusto che stia, almeno all’ora di cena.

La combinazione genetica di pochi fattori (due dna e un mondo, quello della nostra famiglia) ha prodotto un campionario di quaderni e vita tanto biodiversi da farmi pensare ad una Natura che ha una personalità più potente delle regole che di lei pensiamo di conoscere. E la meraviglia che mi assale, a tratti, quando meno me lo aspetto, riesce a far scansare con una poderoso colpo di fianchi il fardello di stanchezza che mi scodinzola fedele appresso. Non c’è merito nella bellezza, se non forse quello di fermarsi a godersela.

(illustrazione di Mayra Arvizo https://www.mayraarvizo.com/illustration/ https://www.instagram.com/mayraarvizo/ )

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