Le strisce pedonali

Una donna attende di attraversare una strada cittadina a doppia corsia, al limitare delle strisce pedonali. Le auto viaggiano a velocità sostenuta, per cui le tocca attendere che qualcuno rallenti e la faccia passare.

Se si ha tempo, osservare gli automobilisti, è anche un esercizio che la incanta, una piccola palestra di conoscenza antropologica.
Non si ferma chi ha fretta, non si ferma chi è determinato e guarda fisso davanti a sé trascurando gli abitanti della sua visione periferica, non si ferma chi è distratto, non si ferma chi non ha la prontezza di farlo quando realizza la presenza di un pedone.

Poi, qualcuno, succede sempre, lo fa: si ferma.

La donna, mentre passa, pensa a se sia il caso di alzare la mano e sorridere all’automobilista che le sta concedendo la precedenza.
Certo, è stato gentile, da parte sua fermarsi.
Beh, dai, non è gentilezza, questa. È ottemperanza al codice della strada.
Però poteva non farlo, altri prima sono passati senza porsi il problema.
Va beh, ringrazialo, dai su, così penserà di averti fatto un favore invece di aver rispettato una regola.
Io sono sempre contenta quando qualcuno mi fa un gesto gentile mentre guido, mi allenta la tensione.
La prossima volta che guidi, mi raccomando, mettiti a ringraziare anche tutti quelli che ti danno la precedenza a destra, però, eh: fai l’agnello anche quando sei lupo, per essere coerente.
Essere gentili non è necessariamente essere deboli.
Ringraziare non è necessariamente segno di gentilezza.

Questa volta, la donna ha abbozzato un sorriso ma non ha ringraziato vistosamente l’automobilista che si è fermato per farla passare sulle strisce pedonali, ma la prossima volta è certa che lo farà, perché sa che, anche nella semplice esecuzione del proprio dovere, si ha sempre bisogno di una pacca sulla spalla.

5 pensieri su “Le strisce pedonali

  1. la vedo e la vivo in modo leggermente: quando in bici o a piedi faccio un gesto “di ringraziamento” all’automobilista che, bontà sua, ha rispettato il codice, non è servilismo o debolezza da parte mia, ma una piccola superiorità, un dirgli “bravo continua a comportarti così”, come può un maestro all’allievo che si è mostrato disciplinato (lo faccio soprattutto con i pochi camion che aspettano a superarmi che la strada sia libera e non mi sfiorano con le loro ruote arroganti)
    ml

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