Gioiosa ignoranza

Mi sono autosomministrata una ricetta di guarigione. Non lo sapevo, ma sono stata medico di me stessa, nel momento in cui, un anno e mezzo fa mi sono detta, sotto la doccia (ovviamente ricordo benissimo l’istante): dove sta scritto che devi continuare la strada intrapresa vent’anni fa? Cosa ti impedisce di perseguire un altro obiettivo, se quelli che avevi immaginato oltre metà della tua vita fa non sono più tuoi, adesso?

La chiave di tutto è stato il pieno sostegno di chi mi sta accanto, lo so.

Ora ho cominciato un nuovo corso di studi e l’emozione che provo nell’imparare cose così nuove e diverse non la sentivo da diverso tempo. Lo stupore di scoprire, di stanare ampi laghi di ignoranza proprio laddove credevo di essere forte, la riattivazione di percorsi di indagine dentro e fuori di me, la voglia trepidante di imparare e poi, in un giorno che immagino felicissimo, mettere in pratica. Sono davvero pervasa da un’emozione felice.

Imbattermi nelle cose che non so, adesso in questa mia nuova esperienza, è fonte di grazia. Lo stesso non è stato negli ultimi anni, in cui le competenze da acquisire hanno finito per essere fonte di uno stillicidio di insoddisfazione e frustrazione. Oggi, avvicinarmi alla mia ignoranza mi dà la certezza che, se deciderò di mantenermi aperta questa possibilità, non mi annoierò mai nella vita, perché sarò sempre ignorante di qualcosa di sterminato da scoprire.

Non lo nascondo, non credevo sarei arrivata a questa fase ma ogni tanto ultimamente mi pungono piccoli aghi di rabbia per non avere fatto prima questa scelta. Guardo la gran parte dei miei compagni di corso e mi dico “Come vorrei avere tutta la vita professionale davanti, da spendere a scuola”. Poi invece no, ho ricevuto tanta incredibile amicizia in questi anni, tanta allegra vicinanza che no, questa stupida rabbiolina non ha senso.

Quello che ha senso è lasciare aderire chi sono a questo nuovo inizio. E chi sono stata finora e che mi ha consegnato chi sono adesso è fatto più di luci che di ombre, e pure alle mie ombre voglio un po’ bene, ci fa un bel freschino ristoratore lì dentro.

Per intanto mi cullo, beata, la mia gioiosa ignoranza e vado avanti.

[illustrazione di Jesuso Ortiz https://jesusoart.com/tienda/%5D

5 pensieri su “Gioiosa ignoranza

  1. Sono molto felice e fortunata di averti incrociata a margine della tua vecchia vita e di essere testimone di questo nuovo periodo elettrizzante . Posso sentirne odore e sapore 😉 ♥️🌷. Evviva!

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