Divento verde

Abbiamo tutti tanti pensieri particolarmente negativi nelle ultime due settimane che si vanno ad assommare a quelli degli ultimi due anni e quel che ne sta venendo fuori è un groviglio di vibrazioni scure.

Quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi
Che credevo persi

Cosa penso di me cosa voglio da te
Dove sono cosa sono e perché
.

cantavano i Bluvertigo nel 1999.

In questo tempo di impotenza, tuttavia, mi sono messa alla ricerca di qualcosa di serio da fare e, un po’ brancolando un po’ camminando, mi sono imbattuta nelle riflessioni di un’amica e, grazie a lei, mi sono detta che, oltre a fare pace dentro me e a cercare di coltivare e emanare un briciolo di vibrazioni buone, a cercare di essere vicina con qualche mezzo al dolore del mondo, posso anche agire alla radice delle cause dei problemi del nostro mondo post-moderno.

In sostanza lei, Windy, dice così:
Invochiamo la fine della guerra, raccogliamo, sull’onda emotiva, tonnellate di materiale per l’Ucraina, ma cosa siamo davvero disposti a fare per la pace?
La buona e vecchia Europa, che sa da decenni che le prossime guerre saranno per il controllo delle risorse è mai stata davvero capace di ridurre i suoi consumi? La risposta è no. Assolutamente no.
Nessuno di noi è disposto a cambiare anche solo di una virgola le proprie abitudini personali in favore di una gestione delle risorse più oculata ed equa.
Abbiamo case a 25 gradi d’inverno e 18 d’estate. Enormi quantità di energia per stare in maglietta d’inverno e non dover sudare d’estate.
Siamo nel mezzo di un inverno secchissimo e laviamo la macchina perché non ci piace averla polverosa.
Non mangiamo, ma stramangiamo. Nei nostri piatti finiscono costantemente la nostra porzione di cibo e quella di tanti altri sul pianeta. Montagne di risorse, per produrre montagne di cibo, che ingurgitiamo per poi finire per stare sempre a dieta perché non solo non ci piacciamo, ma ci causiamo enormi problemi di salute. Generazione All you can eat, sempre.
La macchina la prendiamo per fare 500 metri a piedi: i figli a scuola, la cosina al supermercato, la commissione sotto casa, tutto rigorosamente usando tonnellate di combustibili inquinanti che poi restano nell’aria a soffocarci. Pigri e sempre comodi, la fatica ci fa orrore.
Acquistiamo, continuamente roba. Bulimici di oggetti inutili: il giretto all’Ikea per prendere la stronzatina, al mercato per la seicentesima maglia a 10 euro, il giocattolino per figli che vivono in camerette sommerse da giochi mai usati.
Siamo così strafottenti per quanto riguarda i nostri privilegi che la maggioranza non alza nemmeno più il sedere dal divano per andare esercitare il diritto di voto e scegliere qualcuno che sappia dare una virata forte verso energie alternative e costruire le basi per un futuro più equo per tutti.
Così invochiamo la pace su fb, la pace per le guerre tra bianchi e biondi vicini a casa nostra, per paesi che ci portano gas e grano, perché quelle tra neri in Africa ci fanno solo venire voglia di accordi per i lager libici e contratti miliardari per poter continuare a sottrarre risorse altrui.
Ci son guerre e guerre, morti e morti, la verità è che non tutti meritano solidarietà sui social
.

Lei ha una gran ragione, io sono cintura nera di cattive abitudini, su tutte l’acquisto di stronzatine, ma anche il rammollimento dentro alla vita comoda, fatto di spostamenti in auto e lavatrici non sempre necessari. E così, oggi inauguro con lei un piccolo percorso di cambiamento, con delle idee per abbassare i miei consumi energetici, la mia impronta sulla terra. Risparmierò soldi, qualche emissione, qualche po’ di polveri sottili, questa dovrebbe essere l’idea. Insomma con Windy cominciamo ad abbozzare un Hully Gully* e, se adesso siamo in due a ballarlo, in maniera (per quel che mi riguarda) sicuramente sgraziata e poco bella da vedere, magari nel tempo diventiamo di più e affiniamo la tecnica.

Non siamo assolute e nemmeno perfette, né io né lei. Lei mangerebbe sushi tutti i giorni, io ho fatto da meno di un mese un ordine su un noto sito di fast fashion cinese, figurarsi. Cerchiamo semplicemente, come dice Windy meglio di me, di portare consapevolezza nelle azioni. Alle volte centreremo il bersaglio, alle volte no. Ci perdoneremo le volte no, lavoreremo per aumentare le volte sì. Idee concrete e piccoli esempi, a cui ognuno potrà, se vorrà, aggiungere i propri.

#diventoverde

[* lo so, l’Hully Gully oltre che vintage suona cringe, ma prima di darci inesorabilmente delle boomer, pensateci bene: recuperare dall’abbandono e dal diventare rifiuto del materiale ancora utile è una pratica ecologicamente virtuosa, no?]

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