Cassiopea

c’è un uomo
un uomo che dorme
è accovacciato accanto alla cassa di un parcheggio sotterraneo

due rampe di scale sopra la sua testa avvolta in un cappello di lana grigio calato sugli occhi
è sveglia, invece, una delle piazze più eleganti della città
a lei, alla piazza, l’ora della sera, le luci e l’architettura chiara e lineare danno una bellezza composta, pulita, senza tempo

ma l’uomo non lo sa
l’uomo dorme due piani sotto a quella bellezza

l’uomo è addormentato in una posizione da monta all’amazzone
ha le gambe raccolte da una parte, tronco e arti inferiori a formare una W
l’uomo è una Cassiopea di stelle addormentate accanto alla cassa del parcheggio sotterraneo nascosto sotto ad una piazza elegante

tra le mani,
tiene due rose a stelo lungo, una gialla e una rosa pallido
le rose stanno perfettamente dritte e impettite nelle mani vecchie e addormentate dell’uomo

altre rose sono stese accanto alle gambe abbandonate in quella cavalcata all’amazzone
cinque rose intorno ad una Cassiopea di vecchia carne povera e abbandonata che non brilla in nessun cielo

una costellazione che dorme due rampe di scale sotto terra
che, in un modo che non si può né prevedere, né spiegare,
possiede una bellezza senza tempo
così misteriosamente vera che non ti lascia per giorni interi

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