Un uomo arriva con gli occhi stanchi alle casse di un supermercato. La donna davanti a lui ci intravede dentro un malessere, un fastidio. Forse ha fretta. Gli chiede se voglia passare davanti a lei. Lui alza lo sguardo stupito e le dice che no, a essere onesto, a casa lo sta aspettando solo il suo cane.
Un uomo in bici al centro dell’incrocio tra due corsi a scorrimento veloce, in bici, tra le macchine che sfrecciano, i pantaloni corti a dicembre, calzini di spugna alzati, lo sguardo concentrato.
Un uomo cammina su una pista ciclabile in una zona periferica nel primo pomeriggio, quando di lì non passa quasi nessuno. Mentre corre, balla e gli occhi gli sorridono.
Un uomo sta seduto su una panchina, da solo, il corpo imponente rilassato, un sorriso accennato. Ad occhi chiusi, si gode un raggio di sole invernale.
Un uomo (o forse era un bambino?) guarda una donna con gli occhi di un animale selvatico, un giovane cervo, o una lepre; la guarda come si guarda un fiore attraente ma pericoloso (una fritillaria assassina? Chissà). Non può fare a meno di guardarla, non riesce ad avvicinarsi, fugge via.

Mi sembrava di essere presente
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