Quando uno pensa di essere e poi invece

Sono giorni che dico in giro a tutti di non essere affatto romantica.

Commentando un gesto ultra-carino di un amico nei confronti della donna che sta corteggiando, mi son trovata a dichiarare sinceramente che- grazie al mio carattere di merda- io al posto di quella ragazza, non avrei saputo apprezzare appieno quel tipo di attenzione. Che poi non erano altro che pensieri affidati ad un dattiloscritto nascosto in un posto dove lei avrebbe potuto trovarlo, leggerlo e sorriderne tra sé e sé stringendo quel foglio al petto. Un pensiero bellissimo. Peccato che a me, solo a immaginarlo, ha fatto venire un rash cutaneo.

Non so apprezzare affatto un mazzo di rose incellophanato da un fiorista. O cioccolatini di forma cardiaca. Vade retro smancerie. Nessuno ha mai osato consegnare tra le mie mani un regalo per San Valentino, per dire.
Io sono una stronza insospettabile, nessuna microparticella di romanticismo scorre nelle mie vene– ho dichiarato di recente.

Poi ieri m’è tornata nelle orecchie una canzone.

Una canzone che significa un giorno in particolare e una persona in particolare.

La sera prima di quel giorno in particolare, quella persona in particolare m’ha portato un fiore, con un piccolo messaggio di tenera rassicurazione. Mi diceva che il giorno dopo ce l’avremmo fatta e tutto sarebbe andato bene, tutto era bello quello che ci stava succedendo. Quando ho ricevuto quel fiore, che forse era una gerbera gialla senza cellophane – l’ho ricordato ieri grazie a quella canzone- sono scoppiata a piangere tutte le lacrime della preparazione di quel giorno, insieme a tutte le lacrime di gioia e insieme paranoia per la mia pancia abitata per la prima volta, da due creature per di più.

E ieri quella canzone, che era la canzone di quel giorno in particolare, anche se io sono una stronza emotiva che non ama le robe sdolcinate tipo avere “la nostra canzone”, niente quella canzone m’ha scaldato il cuore di pietra che mi ritrovo in mezzo al petto. Ed è stato così bello risentirla insieme a quella persona che m’ha portato quel fiore, quella persona che è scritta nel cerchio di un anello. Realizzare che è terribilmente vera, sempre. E che nascosta da qualche parte (guarda che lo so che ci sei, prima o poi ti stano e ti faccio fuori) dentro me alberga una microparticella di romanticismo. Merda.

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11 pensieri su “Quando uno pensa di essere e poi invece

  1. Ti ricordo che proprio qualche giorno fa tu stavi cercando un indizio che riguardava qualcosa, di cui non sai che cosa, che è mi è successa ques’anno, e su FB tu poi hai pensato che fosse quell’eterno e complicato sentimento chiamato AMORE. Poi (purtroppo,perchè in fondo mi sarebbe piaciuto) sei andata fuori strada… ma CAZZO il tuo istinto ti ha portato a pensare quello, perchè sei un’incredibile ROMANTICA!!!!!

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      1. Sììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì

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  2. Il bisogno di conoscere il titolo scalpita potente in me, ma capisco che sono cose tue.
    Una volta il barbuto è venuto a prendermi fuori dal lavoro (ci conoscevamo appena) e mi ha portato un cartoccino di caldarroste “come appetizer”, cito testualmente.
    Una di quelle caldarroste l’ho tenuta fino a maggio nella tasca del cappotto, quando volevo rassicurarmi la stringevo nella mano. Oggi è in una scatola di cimeli idioti.
    Per dire.

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