La Fatina dei Dentini

La settimana scorsa Signorina A ha sputato nel lavello, insieme al dentifricio esausto, il suo primo dentino da latte. Il nuovo incisivo gli ha inviato lo sfratto e, in men che non si dica, l’ha letteralmente spinto via, come ospite indesiderato. Siccome una delle filosofie che animano il mio mestiere e la mia esistenza per lo più incoerente è quello del rifiuto che diventa risorsa, abbiamo cercato nuova dignità per quel dentino espulso dall’arcata che fino a poco prima era stata la sua unica casa.

Con un certo ritardo- che a casa nostra è più che fisiologico, una specie di quarto stato della materia di cui siam fatti- stanotte ecco che è passata la famigerata Fatina dei Dentini, quell’individuo mitologico e un po’ feticista che ama collezionare denti da latte per usi non meglio identificati e misteriosi traffici ai limiti della legalità.
Insomma, stamattina, dopo aver lasciato il piccolo incisivo ramingo sul tavolo del salotto con tanto di letterina di saluto per la piccola creatura volante, Signorina A si è ritrovata una monetona sotto il cuscino, con sua grande felicità.
Mademoiselle C, da parte sua, era convinta di aver sentito nel sonno il frullare delle ali e di aver intravisto (“A occhi chiusi, eh, mamma”) lo scintillio della polvere di fata.

Me lo sono chiesta, eh, perché racconto alle mie bimbe storie con elementi, diciamo, non scientificamente provati. Ché, detto per inciso, non è proprio vero che fatine, elfi e canuti obesi lapponi non esistano, è solo che nessuna osservazione scientifica del fenomeno è ancora pervenuta. Per dire, è successo anche ai quanti, prima che Planck mettesse mano alla faccenda.

Ci sono fior fior di genitori ed educatori che non veicolano concetti vari attraverso personaggi fantasiosi (o non scientificamente provati) ma scelgono di raccontare fedelmente la realtà, come segno di lealtà nei confronti dei bambini. Anche noi lo abbiamo fatto, per spiegare come nascono i bambini (portandomi in giro il pancione di Miss T sarebbe stato difficile spacciare l’esistenza di una cicogna, a meno che non me la fossi fagocitata per intero) o la morte di Bis (che, per la verità, alberga in una nebulosa zona celeste; onestamente non so se questo abbia a che fare con la realtà).

Non ho spiegazioni valide per aver fatto spazio nella nostra routine per la Fatina dei Dentini, così come per Babbo Natale e la Befana.

Forse potrei dire che voglio sviluppare la fantasia delle bambine. Ma quelle ne hanno a strafottere di fantasia, sarebbero loro a doverne fare una trasfusioncina a me di tanto in tanto.
Forse potrei dire che la magia, in una certa fase della vita, serve a spiegare quel che ancora non può essere capito. Ma quelle la sanno lunga, hanno quell’intelligenza cardiaca che le porta a capire ed accettare molte più cose di me.
Forse potrei dire che le storie servono a proteggere dall’ignoto, almeno per un po’. Ma se quel che non sanno è che i regali li pensiamo e cerchiamo e confezioniamo noi grandi che li amiamo, da cosa le stiamo proteggendo?

Forse potrei dire che non lo so. E, una volta tanto, sarei onesta.

6 pensieri su “La Fatina dei Dentini

  1. Che dolce evento e che dolci parole. Ecco, la dolcezza, espansa fino all’inverosimile, come la fantasia dei piccoli, ci porta ad accodarci con fate e befane, e via dicendo. Proprio per metterci sulla stessa, incredibile lunghezza d’onda dei piccoli, direi… Per perdere la poesia, crescendo, c’è tempo.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...