Caro Darwin, è arrivato il momento di pilotare l’evoluzione

Le stime sul numero totale di essere umani vissuti sulla Terra in ogni epoca sono difficilissime da fare. Qualche nerd deve aver sviluppato  (come peraltro è capitato a me) questa strana curiosità mentre era impegnato in attività particolarmente noiose, forse sgranando melograni o spolverando i libri della biblioteca di Alessandria. I nerd in questione sono arrivati a stimare un numero totale di uomini vissuti finora di circa 108 miliardi.

Cent’otto miliardi di persone, fatti su per giù come è fatto ciascuno di noi, a partire da 195 milioni di anni fa.

La beneamata ditta Piero&AlbertoAngela ci ha convinti che il nostro corpo di primati di lusso è una macchina meravigliosamente funzionante e superaccessoriata, frutto di un’evoluzione, più che millenaria, miliardaria. Tutto vero, per l’amor del cielo, non sconfesserei per nulla al mondo il pierone nazionale e men che meno il suo irresistibile rampollo.
Però, se fosse possibile poter forzare la mano all’evoluzione dell’Homo sapiens, io avrei un paio di propostine concrete da fare.

Per cui, vorrei segnalare i seguenti punti essenziali a chi di dovere: Dio, la Natura, il signor DNA, Lamarck, Darwin, la P2 o chi se ne occupa:

1. Gene della ricrescita rapida del capello: ogni mattina, in Africa Oceania, Artide, Antartide, nella Americhe tutte, nella Pangea, in Asia e in Oceania si svegliano delle donne scontente della propria capigliatura. Se solo esistesse la possibilità di poter allungare i capelli con la stessa facilità con cui li si accorcia e avere così modo di modificare reversibilmente le proprie chiome ogni volta che ce ne salta la mosca al naso, credo che l’equilibrio emotivo femminile potrebbe subire una stabilizzazione tale da raddrizzare l’asse terrestre. Se poi si diffondesse il gene della ricrescita istantanea anche al cromosoma Y, addio calvizie, addio Cesare Ragazzi, addio cappellini invernali di dubbio gusto, addio crisi di mezza età maschili.

2. Potenziamento del controllo degli sfinteri: non ho mai capito perché quello che vale per i normali bisogni corporei non può valere per “quei giorni” che nelle pubblicità di assorbenti chiamano con estremo estro “quei giorni” e che i francesi definiscono con poetico maschilismo “les jours del la lune”. Cioè, a partire dai tre anni o giù di lì noi essere umani cominciamo a maneggiare con maestria alcuni muscoli specifici destinati a trattenere i nostri liquidi e solidi di rifiuto per veicolarli nelle giuste ceramiche. Non si potrebbe estendere questa capacità anche ai nostri odiati flussi mensili, così da poterci – che ne so, ne butto lì una su tutte- fissare la settimana di agognate vacanze al mare senza doverci affidare a sofisticati algoritmi (che poi si rivelano immancabilmente sbagliati)?

3. Pelle stirabile oltre che lavabile: non tutti sembrano sapere che, specie in estate, la pelle è un tessuto che resiste benissimo ai lavaggi. Quel che potrebbe essere un fantastico miglioramento, sarebbe, invece, poter ogni tanto dare anche una stiratina alla pelle. Un colpo di ferro da stiro e, hop!, via rughe e smagliature.

4. Estinzione del pelo superfluo: c’è caduta la coda, abbiamo ridotto i canini, non vi è più traccia dell’alluce opponibile. Non è che ci fate questo favore di condurre alla scomparsa definitiva anche il corredo di peluria inutile? Non vi pare che ci sia più bisogno sulla Terra del Pipistrello frugivoro di Bulmer che dei miei peli tibiali?

5. Denti a pressione, tipo i bottoni automatici: hai male a un dente? Nessun problema, lo rimuovi con un semplice clic, lo porti dal dentista in officina, te ne torni a casa con un dente di cortesia per la cena e passi a riprenderti il tuo domattina perfettamente riparato. Meno costi, meno trapano che ti rimbomba nel cervello, possibilità di autolavaggi con servizio detartrasi incluso.

6. Riserve energetiche esterne:  come per la batteria del cellulare, bisogna inventarsi dei polmoni di Ampère portatili. Se hai bisogno di calorie per una corsetta- zac!- colleghi (dove? ehm, non saprei esattamente) l’energydisc esterno e cominci a trottare. Diventerà magicamente non necessario portarsi sempre dietro cuscinetti e depositi adiposi e la ciccia sarà un lontano ricordo pre-evolutivo.

7. Sintonizzatore automatico di frequenze emotive: non sei in grado di spiegare le tue intenzioni al tuo interlocutore o è lui a non farsi capire da te? Sintonizzate le vostre onde emotive con una leggera torsione dell’orecchio e troverete piena comprensione reciproca delle rispettive opinioni. Addio alterchi, seghe mentali, uomini che vengono da Marte e donne da Venere, fraintendimenti e compagnia bella. Solo una gigantesca, solida e marmorea armonia universale.

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15 pensieri su “Caro Darwin, è arrivato il momento di pilotare l’evoluzione

  1. Bellissimo e divertente.
    Per i peli tibiali io ho risolto da tempo: mai fatta la ceretta, ma a furia di portare calze di filanca d’inverno, non ne ho più nemmeno uno, neanche a cercarlo con la lente, sono spariti tutti e non mi sono mai chiesta perché.

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