Piccoli esercizi di statistica esistenziale

Lavoro:

Assisto alla presentazione di un bando europeo straipermega prestigioso per progetti di ricerca. Il messaggio principale veicolato dai relatori che, a vario titolo, si avvicendano al microfono è:

“I progetti che arrivano sono migliaia, tutti di qualità, tutti scritti da ricercatori di alto livello. Se volete avere una minima chance di emergere, dovete avere un’idea dirompente e soprattutto dovete rappresentare l’eccellenza assoluta nel vostro settore“.

 

Hobby principale:

Capisco piano piano che esistono sulla rete decine di migliaia di blog. Tantissime voci, tra cui è praticamente impossibile essere letti. Approccio con un po’ di riluttanza ma tanto sotterraneo interesse, quei blog che parlano del fare blog, spulcio millantate strategie di successo. Il messaggio principale che ne ricavo è:

“Dedica mesi e mesi di impegno e lavoro costante a questa attività (che, per la verità non ti frutta una mazza, ndr), scrivi robe sempre fresche, sempre originali, apriti una pagine fb, un canale youtube, profili twitter, instagram, google +, leggi, commenta, interagisci, incrocia le dita, fai due danze della pioggia consecutive, investi senza tregua“.

 

Ritorno a casa:

Ricevo un abbraccio triplo, con messaggio non sottinteso ma apertamente dichiarato:

Sei la mia mamma preferita nell’universo“.

Osservazioni scientifiche rigorose (P(F)= 0.0000000000001) indicano che in uno dei succitati tre settori il rapporto tra risultati ottenuti e energie investite è significativamente superiore agli altri due. Quale sarà mai?

NB. il rapporto risultati/energie non è significativamente superiore perché il denominatore è inferiore (anzi), ma è il numeratore ad essere straipermega elevato.

 

16 pensieri su “Piccoli esercizi di statistica esistenziale

  1. non ho un lavoro, sul blog scrivo senza investire minimamente in interazioni acchiappavisite né in social di diverso tipo, ma nel terzo ambito vado forte anch’io! almeno quello!

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  2. Esistono migliaia di blog, milioni di vite, stramiliardi di parole e una pletora di pseudocommenti. C’è poi la simpatia o l’antipatia immediata, a pelle ( ma si può dire di un testo?): mi sei simpatica e la presentazione lo è ancora di più.

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