Esclusivo!

Ci son parole che consideriamo belle, ma, a pensarci su quei cinque minuti in più, sono veramente brutte.

Uso con sottile piacere le parole “belle” e “brutte”, come segno di tardiva ribellione a uno dei diktat dell’insegnante di italiano al liceo, che nei temi ci proibiva di usare, pena un votaccio, i seguenti cinque termini: dire, fare, cosa, bello, brutto. Che poi era pure brava, quest’insegnate. E molto.

Ma la colpa non è delle parole, che responsabilità ci sarà mai nel peccare di troppo generalismo o nell’essere scelta a servizio di concetti sbagliati.

Forse ci son parole, semplicemente, che non sono né brutte né belle, che con inconsapevole generosità si prestano a veicolar concetti. Questi sì, possono essere belli, ma pure brutti. E qualche volta ci si può confondere persino.

Prendete la parola esclusivo. La parola esclusivo, sia detto fra noi, mi fa ammattire.

Una notizia è esclusiva se qualcuno l’ha saputa prima di tutti gli altri.

Un resort esclusivo è quello che ospita una silenziosa élite di danarosi.

Il prodotto esclusivo, addirittura a tiratura limitata, è quello che uno sparuto gruppo di individui riesce ad accaparrarsi a peso d’oro.

Un circolo esclusivo ospita solo poche menti eccelse e opportunamente selezionate.

A un party esclusivo accede un numero limitato di uomini e donne giovani e avvenenti.

Chissà perché, quando si legge questo aggettivo, parte una specie di riflesso pavloviano per il quale la maggioranza della popolazione colloca automaticamente se stesso dalla parte di quelli che sono dentro, gli inclusi.

A me capita l’esatto contrario, immagino di essere sempre l’ultimo degli stronzi, quello sfigato che non ha ricevuto l’invito per il party, che non è stato ammesso al circolo, che non può entrare nel resort,  non accederà mai all’offerta imperdibile, sarà l’ultimo a sapere le cose.

Credo non si tratti di una latente forma di complesso di inferiorità o incipiente senso di inadeguatezza.

Temo si tratti di statistica.

28 pensieri su “Esclusivo!

  1. Le cose esclusive mi allontanano per definizione e da quando non sono più obbligata a fare temi abuso delle parole incriminate…oh che libertà! Ma perché mai in media i professori intimivano l’uso di quelle parole e auspicavano l’utilizzo di degni sinonimi? ciao Chiara, ragali sempre bei sorrisi 🙂

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