La risposta perfetta

Faccio parte di quella schiera di individui che accolgono con incredulo mutismo dichiarazioni irritanti, in quelle non rare occasioni in cui alcuni individui – forse per eccesso di schiettezza, più probabilmente per un’accesso momentaneo di iperacidità – diventano autrici di domande scomode o di urticanti affermazioni dirette senza preamboli proprio a te. Sì, sì, a te che le guardi con occhio ebete e le labbra semiaperte senza articolare suoni intellegibili, in un’espressione che certo non rende giustizia alla tua intelligenza.

– Quand’è che ti sposi?-
– Sul serio non sai sciare?!?-
–  E il maschietto quando lo fate?-
– Com’è che tua mamma è così alta e tu sei rimasta così?-
– Quand’è che hai tempo di dedicarti a questo hobby? Si vede che tralasci qualcos’altro-
– Ora che sei dimagrita sì che stai bene. Prima…-

E così via.

Le declinazioni di questa malsana disciplina umana sono veramente tantissime.

Nelle ore successive dopo aver ricevuto il pugno verbale  senza essere in posizione di guardia, in genere il mio subconscio ammaccato si trasforma in un generatore automatico di risposte postume. Alcune, tocca ammetterlo, sono anche piuttosto belline. Eleganti, senza fronzoli e completamente prive di evidenti ingiurie. Eppure tremendamente affilate. Sono quelle che il generatore automatico produce dopo qualche tempo, quando ha ben carburato, i meccanismi sono tutti ben oliati e dalla marmitta è già uscito tutto il particolato più grossolano. Tutti i vaffanculi del caso, per intenderci.

La risposta perfetta è da pronunciare con espressione che non tradisca minimamente lo tsunami di ingiurie che si agita nel citoplasma di ogni tua singola cellula. Richiede un sorriso minuto, una leggera convessità delle labbra verso il naso, il colorito naturale, nessun pallore o men che meno nessun arrossamento sospetto delle gote. Bandito il bruxismo involontario che fa affiorare da sotto la pelle la sagoma dei muscoli mascellari contratti. Inaccettabile una sospetta accelerazione del battito cardiaco rivelata dalle arterie impazzite sulle tempie. Solo tanta immotivata seraficità.

Sarà così che pronuncerai la risposta perfetta, quella che azzittirà il tuo incauto interlocutore, che lo costringerà a prendere coscienza della sciocca superficialità con cui ti ha poc’anzi umiliato e lo farà rintanare in una salutare vergogna, da cui riemergerà per porgerti le dovute scuse.  A tutti capita, un momento di disconnessione della ragione, per carità.

L’unico vero problema per noi pungi-ball delle animosità verbali altrui?

La risposta perfetta arriva puntualmente fuori tempo massimo.

33 pensieri su “La risposta perfetta

  1. io invece forse sono pervasa da questo problema nell’essere logorroica e mi vengono certe risposte che neanche io pensavo di sapere, degne di un primato per sarcasmo a volte lascio (non senza un filo di incredulità) il malintenzionato di turno a bocca aperta, al quale prontamente dico “Chiudi la bocca, mosca in arrivo!”

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              1. eh no, perché poi non riesci a dire nulla… invece arricchendo il tuo vocabolario riusciresti a trovare una risposta per ogni situazione… tipo:”Ah si? Ma dai…sto diventando come te..” “No dai, non sono ingrassata, sono incinta.”

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  2. Appena lette le domande che hai proposto, ho pensato esattamente tutto quello che hai scritto dopo. A me succede esattamente lo stesso.
    L’unica volta in cui ho avuto la risposta pronta prontissima stavo passando su un marciapiede con il cane al guinzaglio (il mio cane peserà se va bene 6 kg…è un microbo), ed una signora stava passando nella direzione opposta urlandomi di spostarlo. Manco la stesse considerando. Non ci ho visto: “Non si preoccupi, signora! Il cane ha già mangiato… e comunque le merde non gli piacciono!”

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  3. Io me ne ricordo alcune, di codeste domande idiote, fattemi quando ero giovanissima:
    “Ma guarda, come ti sei fatta grande. Quanti anni hai?” e io “21” e quello: “Ma sei proprio piccolina!!!!” (riferito alla mia statura che è di un metro e quarantasette – più unica che rara)
    “Però – continua il tizio- ti sei fatta donna!” e io, basita, “ma che cos’ero prima, una capra?”

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  4. P.S. dimenticavo: in alcuni casi c’è una risposta che va bene per molte cose.
    Guardando prima in faccia l’interessato/a, alzare poi gli occhi al cielo e sospirare:”Raglio d’asino non sale al cielo”, sorridere e voltare le spalle.

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  5. Quando ti sposi? Quando lo fai un figlio? (sapendo che non hai un lavoro remunerativo)
    E poi: ma non ti vergogni quando vai nei negozi per bambine per comprare le scarpe? (ho il numero 33; sì, capito bene!)
    Ancora: ma non ingrassi mai? (è costituzione; inoltre ho un mucchio di allergie!)
    La risposta perfetta? Alla prima e alla terza: nel 2000 qualcosa certamente! Alla seconda: Esistono senza dubbio azioni molto più gravi di cui vergognarsi (del resto, ma cosa cavolo vuoi rispondere???)
    A presto!

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