Aprile

Un gioco, un leggero soffio di vento
che durò – dicono- poco più di un momento

cullò due minuti l’accento sulla smilza “i”
e, distratto, lo rimise a posto tre posti più in qui

Così Aprìle, nato oggi piano e cucciolo,
diventò in un soffio completamente sdrucciolo.

Eccolo, Aprìle, diventato “àprile” per una buffa congiuntura,
volò lieve sulle labbra di madre Natura.

Lei, bonaria e giunonica del mondo sovrana,
cominciò a impartir ordini, non solo alla razza umana.

-Àprile- sussurrò alle gemme dell’olmo e dell’ontàno.

-Àprile- frinì alle palpebre dell’orso marsicano.

-Àprile- mormorò alle ali dei rondinotti.

-Àprile- bisbigliò alle pinne degli avanotti.

-Àprile- borbogliò alle foglie della ninfea flottante.

-Àprile- frusciò alle narici dell’elefante.

-Àprile- squittì alle pupe del baco da seta.

-Àprile- ronzò alle antenne delle falene senza meta.

-Àprile- sibilò alle imposte delle sciure e delle madame.

-Àprile- gorgogliò alle teste più chiuse e insane.

– Àprile- goglottò alle braccia conserte degli arrabbiati.

– Àprile- stormì alle orecchie degli ottusi patentati.

La Natura – così pare- ci prese davvero gusto e pian piano
fece aprire ogni anfratto recondito e lontano.

Fu così che di Aprile entrò dappertutto la luce e il profumo
e di chiuso e angusto, giuro, in giro non c’è più niente e nessuno.

(eRODARIa)

10 pensieri su “Aprile

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