Il profumo della libertà

 

La prima a nominarlo è stata Signorina A.

Poche settimane fa, dopo un piccolo periodo di vacanza, abbiamo salutato il mare passando dai monti e, mentre scendevamo verso pianura, l’abitacolo è stato invaso da un sottile ma intenso profumo come di tigli in fiore, che si spandeva potente dai boschi intorno. Un amico che se ne intende mi ha poi detto che poteva trattarsi di ornielli in fioritura. Chissà.

Signorina A ha smesso improvvisamente di cantare, per richiamare entusiasta la mia attenzione: “Mamma, mamma, lo senti anche tu? C’è profumo di libertà”.

Ieri sera, durante una breve passeggiata in campagna dopo cena, ecco che ha cominciato dolcemente a piovere. Fitte goccioline tamburellavano sulle foglie rigogliose dell’estate.

– Silenzio, bimbe! Sentite com’è bello il rumore della pioggia sulle foglie degli alberi!- dico io entusiasta- mmm, e sentite che profumo!-
– Mamma, guarda che questo non è profumo di pioggia, è profumo di libertà-
– Ah, sì, Mademoiselle C?-
– Sì, sì, mi pare proprio profumo di libertà-
– Sai perchè è profumo di libertà, mamma?-
– No, Signorina A, dimmi-
– La pioggia fa venire fuori il profumo degli alberi e sono gli alberi del bosco che proteggono la nostra libertà. Dentro un bosco tutti siamo liberi-

La cosa buffa è che Signorina A e Mademoiselle C diano per assodata l’esistenza del profumo della libertà. Ma il fatto ancora più singolare è che io abbia dovuto incontrare loro due prima di accorgermene, nella vita.

Prima di accorgermi, dico, che il profumo della libertà l’ho respirato tante volte nei boschi bagnati dalla pioggia, nel vento caldo che viene dal mare e in quello freddo dei giorni tersi dell’inverno, nell’aerosol puntiforme delle cascate di montagna o delle onde sugli scogli, in una passeggiata di notte in città, nelle virgole effimere lasciate dalle stelle cadenti, nella corrente che ti costringe gli occhi a fessura quando corri in bici in discesa, nel nuotare con gli occhi miopi ben aperti nell’acqua verde di certi mari, nel perdere lo sguardo in un campo a bordo strada quando il colza è in fiore, nello stare gambe a penzoloni giù da un vecchio albicocco, nello sfrecciare in auto con tre allegre voci che arrivano cantando dal sedile posteriore.

15 pensieri su “Il profumo della libertà

  1. I ragazzi spesso ci fanno vedere realtà che noi adulti, ormai coperti da sovrastrutture mentali e non solo, diamo forse per scontato. Non sono mamma, ma mi è capitato molte volte con i miei alunni. Con alcuni di loro ho un rapporto splendido anche ora che sono cresciuti e che io ho lasciato l’insegnamento per altre avventure.
    Un abbraccio anche alle tue demoiselles! 😊
    Primula

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