La toppa

Arrivo all’appuntamento settimanale con la ginnastica con un quarto d’ora d’anticipo. Trovo insperatamente parcheggio nelle vicinanze della palestra e, uscendo dall’auto, mi accorgo di essere davanti a una merceria. Mi ricordo improvvisamente di quell’abitino in lana a manica corta che mi piaceva tanto, ma ha un buco da qualche parte, non ricordo dove.
Entro nella merceria. La signora non è delle più affabili, ma non demordo di fronte alla sua riluttanza ad aiutarmi.
– Ha portato il capo in questione?- mi interroga sollevando gli occhi oltre la montatura da presbite.
– Ehm, no- tento di giustificarmi parlandole della congiuntura inattesa tra anticipo e parcheggio.
Comincio a ricostruire a suo beneficio i dettagli della faccenda: foggia del vestitino di maglia, dimensione del buco, colore. Sul colore lei scuote vistosamente la testa.
– Non si possono fare queste scelte senza sapere il colore esatto-
Sono talmente contrita che annuisco con vistoso dolore. Non si scherza mica, quando si tratta di scegliere una toppa. No, no, no.
Alla fine, obtorto collo, estrae la scatola delle toppe. La tiene a sé, coprendone parzialmente il contenuto con le mani. Cerco di sbirciare, ma è suo il giudizio insindacabile che la porta a selezionare un paio opzioni.
Estrae dalla scatola, un cuore di pizzo bianco e un omologo nero.
– Ehm, ma veramente il maglioncino, come le dicevo, è color ghiaccio- accenno timidamente, sentendomi la peggior maturanda di sempre, al cospetto di una commissione composta da Umberto Eco, Albert Einstein, Marguerite Yourcenar, Piero Angela come membro interno.
Sbuffando, tira fuori il campionario più completo di lepidotteri che abbia mai visto in vita mia.
Sono felice.
Scelgo una meravigliosa farfalla di un perfetto color ghiaccio, apertura alare di almeno 7 cm, le ali tempestate di minuscoli glitter.
– Signora, si ricorda dov’era esattamente il buco?- mi fa lei, sospettosa.
No, non me lo ricordo. Era sul davanti. Ora, cara signora, voglio solo andarmene a fare ginnastica col mio brillante trofeo alato, che mi sembra la cosa più meravigliosa che ho fatto questo pomeriggio. O forse nell’intera settimana.
Pago una cifra esorbitante per quella che, in fin dei conti, è una toppa, ma me ne vado felice. Finalmente rimetterò quell’abitino, che tra l’altro sarà impreziosito da una bellissima farfalla glitter di 7 cm.
Dopo ginnastica, esaurita la cena, mi ritorna in mente l’abitino. Vado curiosa a cercarlo nell’armadio. Lo metto sotto la luce, per cercare il buco.

È esattamente in corrispondenza del monte di Venere.

farfalle_glitter_50

20 pensieri su “La toppa

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