La mia agenda arancione

Ieri sera, di soppiatto e un po’ di nascosto dal resto della famiglia seduta intorno a un tavolino rotondo con le sedie gialle, mi sono intrufolata in un’elegante cartoleria. Inebriata dal profumo di carta nuova che è il costituente principale della sua tipica atmosfera interna, quello che mi provoca dipendenza fisica sin dalla prima infanzia, sono stata ipnoticamente indotta all’acquisto di un’agenda.
Ché le agende sono fatte per settembre, non per gennaio.
L’ho scelta morbida, spaziosa, allegra, un po’ costosa per le mie abitudini.20150911_104424

Dentro ci finiranno i risultati più o meno buoni dei miei nuovi propositi organizzativi.
Ci troveranno posto le sedute di pilates, sporadiche detartrasi, i programmi di gestione delle mie scadenze lavorative, gli appuntamenti ricreativi delle bimbe, le riunioni scolastiche, le remote entrate in piscina, i menù serali settimanali, magari qualche appunto per qualche prossimo post o per un progetto più ambizioso, quei chili che prima o poi alleggeriranno il conto della bilancia, titoli di libri nuovi da leggere, film da vedere, compleanni, amici da chiamare.

Questo di certo può migliorare la qualità delle mie giornate, un po’ come se tutti i miei problemi potessero essere davvero risolti dall’organizzazione.

Cara agenda arancione, sei davvero bella. Mi piaci sul serio, non mi stancherei mai di perdermi nel tuo profumo.

Però, però, però meriteresti di più da me. Non sei tu, intendiamoci, sono io. Sono io che non so vergare le tue pagine di quello che dovrei veramente fare per essere almeno quel nanomillimetro migliore di quel che sono. Dovrei scrivere che starò più zitta quando le papille gustative traboccano stricnina da sputare in giro. Dovrei appuntarmi di fare periodiche trasfusioni di pazienza, garbo, buon cuore, apertura. Dovrei impormi almeno sulla carta un certo salutare allontanamento dalle mie dipendenze (non parlo della cartoleria, parlo del troppo schermo). Dovrei segnarmi di portare allo zoo il mio temperamento e, quando diventa aggressivo, chiuderlo nella gabbia delle scimmie urlatrici per quei cinque-dieci minuti.
Dovrei trasformare questo condizionale in indicativo e poi rimescolare i verbi servili e pescarne un altro, trasformando quel nuovo devo in un bel voglio e, chissà mai, in un lucido e lardoso posso. Ci sta tutta sta roba sulle tue pagine, agenda arancione?

7 pensieri su “La mia agenda arancione

  1. Ciao. Anche io uso molto le agende. Non tanto per organizzazione ma più per sfogo. Scrivo qualche appunto, qualche scadenza o visita pediatra ma la maggior parte sono pensieri che confido alla mia agenda. Sembrerò pazza ma le do anche il nome. Si chiama Cindy ed é la mia migliore amica da quando ho 15 anni. Ogni anno la cambio ma per me é sempre lei. Oggi ne ho 35 e continua questa mia dipendenza.

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  2. Dopo anni di appunti e note scritti su notebook sono passato ad una agendina a quadretti, non c’è riunione senza di lei e nelle presentazioni ppt c’è sempre tutto l’essenziale, una dettagliata sintesi del messaggio.
    Il colore…è blu 😉

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