Filastrocca di tu che sei te e di io che sono me

2016

Tu che sei te, lo metti a nanna nella sua cameretta
“Deve imparare a star da solo nella vita, dammi retta”
Io che sono me, lo tengo accanto al lettone ancora per un po’
“Devo controllare il respiro, se smette non lo so!”

Tu che sei te, vai in giro con un bel passeggino
“È il mondo, amore mio, guarda com’è bellino!”
Io che sono me, lo infagotto nella fascia stretto stretto
“Lo senti? È il mio cuore che batte qui dentro al mio petto”

Tu che sei te, lo siedi sul suo bel seggiolone
“Mangia, piccolino,  questo vasetto di molle pappone”
Io che sono me, gli offro la tetta fin quando ne ha a basta
“Assaggia dal mio piatto, prendi con le manine la mia pasta”

Tu che sei te, lo porti allarmata dalla dottoressa più vicina
“Ha la febbre, piccino, presto una potente medicina!”
Io che sono io, inghiotto l’ansia in un sol boccone
“Bevi, amorino, questo intruglio di code di lumacone”

Tu che sei te, inventi giochi per i giorni di vento.
“Oggi non si può uscire,  ché il mal d’orecchie è un gran tormento”
Io che sono me, sfido tutte le intemperie
“Sai che ti dico? In Groenlandia nudi andremo in ferie!”

Tu che sei te, pettini per ore lunghissimi capelli
“Li faremo crescere ancora e saran sempre più belli!”
Io che sono me, temo spazzole, pinzette e tanto i pidocchi
“Tagliamoli corti, si vedran meglio i tuoi occhi!”

Tu che sei te, torni in ufficio nel tempo di qualche mese
“Il lavoro mi piace e mi paga le spese“.
Io che sono me, indugio per un anno intero.
“È con me che deve stare, non c’è niente di più vero”

Tu che sei te, gli dai giochi con suoni, lucine e tante voci.
“Vedrai quanto imparerai e in tempi precoci!”
Io che sono me, ti riempio di robe di stoffa e bambù
“Solo materiali di natura,  oh no, la plastica mai più”

Tu che sei te, scegli la danza, il liuto, l’inglese da più parti
“Quante cose potrai essere, sapendo tutte queste arti”
Io che sono me, ti lascio lunghi pomeriggi a ritmo lento
“Sarà la fantasia, un giorno, a farti contento”

Tu che sei te, mi pensi un po’ strana
Io che son me, ti vedo marziana

Ma una cosa l’ho capita o così per lo meno mi pare:
abbiamo un tesoro in comune e le differenze non son che minuscole zanzare

Dopo tutto per dire di noi c’è un nome solo, sai di certo qual è
siamo “mamma”: tu che sei te, io che sono me.

(eRODARIa)

23 pensieri su “Filastrocca di tu che sei te e di io che sono me”

  1. E non posso mica perdermi eRODARIa Tu sei un vulcano incontenibile!!!
    Che bel modo di descrivere la nostra diversità di scelte e di vesti nell’essere mamma. Mi ha sempre colpito, in passato ho dovuto talvolta convivere a fatica con la differenza per timore di sbagliare e di non essere nel posto giusto, oggi con la dovuta distanza e tranquillità di mamma un po’ più stagionata guardo alla diversità con serenità e ne scopro la bellezza e la ricchezza. Sempre spunti interessanti, anche in versione poetica! un abbraccio cara

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