Ci son cose eccessivamente sopravvalutate

E tra queste io prima metto la schiettezza.

– Io le cose le dico in faccia, mica dietro le spalle- dicono alcuni, con giusto orgoglio per la propria trasparenza di carattere.
Vero.
Però non sempre.
Ci sono cose che uno non vorrebbe sapere e che preferirebbe piuttosto rimanessero relegate nella testa di chi le hai pensate o magari anche nelle due chiacchiere da caffè coi suoi congiunti.
Tra le cose che io non avrei voluto sapere ma che avrei gradito fossero state discusse in innocui pettegolezzi a mia insaputa, per esempio annovero:

– che i miei capelli recentemente rossi fossero di una tonalità ad alcuni sgradita (ritieni che il rosso tiziano è da sgallettata? Legittimo, ma stavo meglio quando non lo sapevo)
– che una mia scelta legittima abbia disturbato una persona non titolata – non dico a restarci male, che al cuor non si comanda- ma sicuramente a farmelo sapere (la professionalità in alcuni rari casi può dover vincere sulla schiettezza)
– che ho ripreso un paio di chili dopo averne persi sei (si vede che mi sono leggermente inquartata? Raccontalo alla tua mamma, a me sorridi e basta)
– che le mie scarpe a foggia di zoccolo olandese siano di dubbio gusto (mi basta un’occhiataccia, ti assicuro, per capire cosa ne pensi)
Per tutto il resto, la verità, per carità, prima di tutto.

Non lo dico (unicamente) per autocompiacermi o autoassolvermi, ma un’altra faccenda decisamente sopravvalutata è la magrezza, l’assenza di accumuli adiposi indesiderati.
Il rivestimento adiposo ti può aiutare in diverse situazioni:
– vuoi fare un bagno ristoratore in quel meraviglioso lago di montagna dove sei finalmente giunto dopo 4 ore di salita estiva e sudacchiosa? Se sei cicciotello, potrai resistere nell’acqua gelida del nevaio per almeno cinque minuti e non per quei tre secondi netti se hai le fattezze di Kate Moss
– sei scivolato maldestramente su una macchinina lasciata incustodita, cadendo rovinosamente a terra sul tuo deretano? Due chiapponi morbidi renderanno meno disastroso l’incidente
– dormi con piccoli esseri umani che sono soliti darti ginocchiate nelle gambe? I cuscinetti di grasso attutiranno il dolore
Per tutto il resto, l’essere in forma, per carità, prima di tutto.

L’estate, con tutto il suo carico di retorica intorno alla perfezione della bella stagione. Lo dico apertamente, sì, l’estate è sopravvalutata. Inutile che ricordi in un’unica frase le ascelle pezzate, i pruriginosi ponfi di zanzara, l’ansia da prova costume, l’afa pre-termporalesca, la fine delle vacanze, le grandinate che rovinano orti e carrozzerie, le indigestioni da anguria, le infradito su piedi palesemente sgraziati.
Per tutto il resto, il clima mite, le ore di luce, le vacanze prolungate, per carità, prima di tutto.

Infine, l’allegria. Va detto che di indole, ho il cuor contento. Però ci son delle circostanze adatte per tirare fuori la malinconia, la tristezza, l’incazzatura. Non si può essere sempre allegri, per non trasformarsi in Pollyanna dal cuore idiota.  Se ricevi un’ingiustizia rispondere con un’ingiustificato moto di ilarità non è la migliore delle scelte possibili. Se ti danno una cattiva notizia, per pietà, non è di allegria che c’è bisogno, ma di empatia.
Per tutto il resto, il sorriso di panza, per carità, prima di tutto.

(illustrazione di Alfred Basha)

12 pensieri su “Ci son cose eccessivamente sopravvalutate

  1. E’ che spesso si confonde la “verità a tutti i costi” con la maleducazione e la mancanza di rispetto.
    Se, putacaso, scopro che il marito della mia migliore amica le sta mettendo le corna, non credo sia opportuno correre da lei e sconvolgerla con la rivelazione. Forse sarebbe meglio che io parlassi a quattrocchi con lui, spiegandogli che se l’ho saputo io, prima o poi lo verrà a sapere anche sua moglie.
    Non sempre la “cruda verità” è sinonimo di lealtà.

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  2. Direi che sei stata brava ad elencarle, tra l’altro con quella tua asciutezza (chissà se si può dire) che ti appartiene e che io adoro… sulla magrezza però a me piacerebbe 😉 e comunque, al di là del peso, in acqua gelida il freddo lo sento lo stesso, giusto per essere schietto 😉

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  3. Più che sull’educazione – hai parlato di delicatezze riassumibili in quel termine, direi – ormai sottovalutata ma che bisognerebbe almeno aver conquistato, prima di decidere eventualmente di ignorarla

    mi innervosisco di chi parla a vanvera di faccende concrete.

    In ogni caso – come sempre – il tuo discorso è molto condivisibile.

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