Niente è come sembra

– Mamma, cosa c’è dentro la mia mano?-
– I tuoi tessuti: muscoli, ossa, vasi sanguigni, sangue, nervi, tendini-
– E dentro i tessuti?-
– Le cellule-
– E dentro le cellule?-
– Gli organuli cellulari, il nucleo, i ribosomi, i mitocondri e compagnia bella-
– E dentro gli organuli cellulari?-
– Gli atomi-
– E dentro gli atomi?-
– Le particelle subatomiche, sai i neutroni, i protoni, gli elettroni-
–  E dentro le particelle subatomiche?-
– I quark-
– E dentro i quark?-
– I quanti-
– E dentro i quanti?-
– Il vuoto, Mademoiselle C-

Questa cosa che la materia è sotto sotto fatta di vuoto, che io sono fatta di vuoto, lo devo dire, mi fa ammattire.
Se le mie mani, la Tour Eiffel, le zampe dei pachidermi, il Partenone, i denti di un pescecane, i pesi sul bilanciere sono intimamente pervasi e composti dal vuoto, allora vuol dire sul serio che niente è come sembra.

Che niente sia come sembra me l’ha insegnato di recente un’altra storia. La storia di una donna eccezionale, una mamma e un’insegnante, alla quale la diagnosi affrettata di un medico è costata la vita. Un medico che ne aveva sicuramente visti migliaia di nei fatti così, con quelle sembianze e che, in buona fede l’ha rassicurata, “non è niente signora, stia tranquilla“. Un medico che forse in quel momento non sapeva che “niente è come sembra”. Quando mesi dopo, altri medici hanno realizzato che quel neo aveva sparso le sue cellule maligne dappertutto nel corpo di quella donna, lei si è fatta forza ed è tornata da quel primo dottore. Non per recriminare, sporgere denuncia, insultare. Per fargli serenamente sapere che dietro a delle sembianze innocue può celarsi qualcosa di pericoloso, per evitargli di compiere quello stesso errore con qualcun’altro, per ricordargli semplicemente che niente è come sembra.
Una donna che ha lasciato un’impronta indelebile in chi l’ha conosciuta, nei suoi allievi, nelle loro famiglie, che ne raccontano la generosità, la forza, la dignità. Ho sempre rifiutato la narrazione della necessità del dolore, ma di fronte a questa vicenda mi fermo unicamente a contemplare la grandezza inarrivabile di certe persone, che sanno trasformare il proprio dolore in una grazia, una grazia che lasciano in eredità al mondo. Che riempiono i vuoti della materia e dell’esistenza di una pienezza di umanità che trasborda e inonda tutto di una strana e cosmica gratitudine.

 

 

18 pensieri su “Niente è come sembra

  1. Si spera che quel medico la lezione l’abbia imparata.
    Io ne conosco uno, di medici, che non ha riconosciuto l’infarto in atto di sette pazienti (fra cui mia madre alla quale, in seguito, a chiesto scusa e che si è salvata solo perché a noi di casa qualche dubbio era venuto) invece due pazienti non sono neanche riusciti ad arrivare in ospedale. Errare humanum est, perseverare…

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