Tutta la verità su come contare gli anni di un genitore

Ho fatto una recente scoperta socio-antropo- pedago- matematico- parascientifica di incredibile valore e non mi do pace che non se ne sia ancora accorto nessuno. Mi sento come Jean-François Champollion quando realizzò di avere tra le mani l’intuizione che l’ha portato a comprendere la Stele di Rosetta. Come Watson che dà il gomito a Crick e gli fa un bozzetto veloce della doppia elica del DNA. Come Colombo quando comprese a pieno di essere una sega a leggere le cartine, ma il top di gamma a scovare nuovi continenti.

Non so come dirvelo: coi genitori di bambini piccoli, gli anni vanno contati come coi gatti.

Avete presente la leggenda metropolitana secondo cui per equiparare l’età di un felino domestico a quella di noi umani sarebbe sufficiente moltiplicare la sua età anagrafica per un fantomatico fattore sette?

Ecco, vale anche per la percezione del tempo di noi adulti in relazione ai bambini, dall’esatto istante in cui ne diventiamo genitori fino almeno ai dieci anni di età. Solo che l’algoritmo è leggermente più complesso rispetto al semplice fattore moltiplicativo inventato per il gatto.

Prima di irridermi, riflettete attentamente sui fatti incontrovertibili, che sfatano una volta per tutte l’equazione 1 anno di bambino = 1 anno di adulto:

-quando hai tra le mani un esserino indifeso, proveniente da qualche pianeta parecchio lontano, almeno a giudicare dal jet-lag epocale che scompensa il tuo naturale bioritmo per diversi mesi, quelle settimane ti sembreranno secoli. Primi sei mesi di vita: 1 settimana bambino= 6 mesi di vita adulto (fattore moltiplicativo=24).

– quando l’esserino diventa interattivo: ti sorride, gorgheggia, approccia la lallazione, azzarda a immaginarsi semovente dapprima rotolando per il soggiorno, poi imitando un quadrupede, poi obbligandoti a deambulare come un primate con le braccia che arrivano fino alle sue manine di novello bipede. Una fatica fisica niente male. Dai 6 ai 18 mesi di età: 1 mese bambino = 1 anno di vita adulto (fattore moltiplicativo=12).

– quando l’esserino scopre pienamente di essere un individuo diverso da te che l’hai generato, ci terrà a fartelo sapere pronunciando la parola che ama più al mondo- vale a dire la sillaba “no”- al tuo indirizzo ogni 3 minuti netti. I nervi si logorano con molta velocità. Dai 18 mesi ai 3 anni: 3 mesi di vita bambino= 1 anno di vita adulto (fattore moltiplicativo=4).

– quando l’esserino sarà in età scolare, avrà più vita sociale di quella che hai avuto tu tra i 16 e i 30 anni e ti costringerà a tour de force di feste, torte e cotillon, da cui uscirai stordito. Dai 3 ai 10 anni: 1 anno di vita bambino= 2 anni di vita adulto (fattore moltiplicativo=2).

Quando, al termine della quarta elementare, realizzerai che il tuo esserino sta per cominciare l’ultimo anno di scuola primaria, improvvisamente prenderai coscienza che tutta quella mole di tempo trascorso, apparentemente di 10 anni, è in realtà esattamente pari a:
0.5 anni bambino*24+1 anno bambino*12+1.5 anni*4+7 anni bambino*2=12+12+6+14=44.

L’esserino ha 10 anni, tu te ne senti 44 in più. E tu, genitore, sai cosa pensi in quel preciso istante, con il cuore colmo di tenerezza?

Sembra ieri che è nato.

 

 

 

15 pensieri su “Tutta la verità su come contare gli anni di un genitore

  1. Ah, ah, ah……mi ci ritrovo in pieno! Anche se ora che la mia ne compie trentadue, mi ritrovo spesso a pensare: “sembra ieri che l’allattavo”, che sia che noi genitori si rincitrullisca presto?

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