Non ho ancora appeso il bikini al chiodo

Mia madre ha smesso di indossare il bikini dopo esserlo diventata per la prima volta a venticinque anni. Ora, per dovere di cronaca: mia madre ha un fisico longilineo, passato piuttosto  indenne attraverso due gravidanze e le forche caudine della menopausa, beata lei che indossa più o meno i miei stessi chili su un’altezza di quasi dieci centimetri maggiore.

La ragione principale di questa scelta fu l’occhio ammonitore delle suore Immacolatine presso cui trascorrevamo le nostre due settimane di villeggiatura al mare quando eravamo bambini. A parte questa faccenda dell’eccessiva passione per il vestire castigato, quelle creature vestite di bianco (con l’unica eccezione della Madre Superiora che indossava un abito scuro, cosa che a me, abituata alla tenuta eccezionale di Grande Puffo rispetto ai subalterni, non destava alcuno stupore) hanno abitato le settimane più dolci e più attese della mia infanzia. Che se consideriamo il fatto che l’infanzia è di per sé il momento più dolce dell’esistenza, quel manipolo di religiose stanno rinchiuse per me in una zona piuttosto sfarzosa del mio cuore. Suor Rosanna, Suor Stella, Suor Rita, Suor Felicetta, Suor Bernardetta, non potrò dimenticare per nessuna ragione al mondo nemmeno una delle svizzerine che mi avete somministrato a cena, ve lo prometto.

Ecco, dicevo, mia madre potrebbe indossare un onesto e castigato bikini in maniera più che onorevole tuttora e invece sono circa 40 anni che lo ha appeso al chiodo.

Io no, mi ostino a metterlo, nonostante moltissime faccende.

Nonostante le evidentissime smagliature sul ventre non più perfettamente tonico.

Nonostante non abbia azzeccato il modello giusto da almeno dieci anni a questa parte. Considero il mio personale olimpo il triangolo sopra e le culotte sotto (sì, lo so, taglia le gambe, ma lo sgambato non mi ha mai convinto). A righine o microfiorellini, se possibile. Aborro coppe, laccetti sui fianchi, fasce che ti ritrovi all’ombelico, pantaloncini, fantasie animalier, tonalità fluo. Eppure è almeno dall’estate del 2006 che non riesco a mettere la mani sul mio bikini ideale. L’ultimo che ho comprato è di un sobrio color tortora e risale all’anno della gravidanza di Miss T quando la mia saggia amica B profetizzò: “Dai retta a me, questo è l’unico bikini che puoi veramente sfoggiare con orgoglio”. La panza gravida, difatti, è una meraviglia da mostrare.

Nonostante sui giornali, social, programmi tivvù imperversino faccende come il bikini bridge, il thigh gap, le bat wings, spruzzando le bagnati di un velo di disagio che non riparerà dagli UV ma come scioglie l’autostima lui, nessuno mai.

Nonostante l’esistenza di photoshop.

Nonostante il senso di sommessa vergogna che mi provoca girare con le chiappe al vento, sicura che chiunque possa scorgere quel tal pelo ramingo sopravvissuto alla furia estirpatrice dell’epilatore.

Nonostante abbia doppiato da un pezzo i diciotto anni.

Nonostante ci sia una certa parte di me che vorrebbe destare negli astanti commenti spontanei circa una mia eccellente forma fisica nonostante le gravidanze plurime e carpiate. Ma quell’altra parte di me sa che non è così. Ogni centimetro di me parla di quel che ho fatto e a me metterlo a tacere, in effetti, non piace granché.

Nonostante le suore Immacolatine non approverebbero affatto.

Un antico proverbio da me inventato recita così: ogni otto nonostante esiste uno sticazzi.

E io il bikini me lo metto. Sticazzi.

 

 

15 pensieri su “Non ho ancora appeso il bikini al chiodo

  1. Mi hai fatto venire in mente mia nonna, quando mi ha regalato un suo vestito ( che porto ancora oggi) rosa a fiorellini, fatto a camicia con gonna a ruota… un giorno ho scoperto che in completo aveva una camicetta con la stessa fantasia ma bianca. Le ho chiesto come mai fossero di due colori diversi e la sua risposta è stata : l’ho tinto, il bianco alla mia età e da vedova non sta bene, però mi piaceva e volevo ancora usarlo.
    Per il resto anche io rimango su culotte e triangolo e sticazzi se posso o meno, così voglio e così è .

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  2. Io ho smesso di usare il bikini quando ho compiuto trent’anni. Per quel compleanno mi sono regalata un costume intero, verde acqua, di stile olimpionico. Avevo, all’epoca, ancora una bella silhouette, ma poiché si era incominciato ad usare il topless, io che sono bastian contraria…

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  3. … e sul punto: “Nonostante il senso di sommessa vergogna che mi provoca girare con le chiappe al vento, sicura che chiunque possa scorgere quel tal pelo ramingo sopravvissuto alla furia estirpatrice dell’epilatore”, non posso che inchinarmi a cotanta simpatia!! Condiviso al 100% !!!! Ahahahhahahahahah

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