E se poi?

Nei giorni scorsi sono stata coinvolta in un piccolo incidente stradale, per fortuna di tutti, conclusosi solo con un transitorio spavento e una visita dal carrozziere. Tuttavia, raccontandone la dinamica a terzi, questa potrebbe sembrare spaventosa. Avrebbe potuto andare decisamente peggio se si fossero verificare circostanze che, nel non accadere, ci hanno preservato l’assoluta integrità fisica.

Quando succedono fatti extra-ordinari come questo, è più facile infilarsi nei meandri delle possibilità mancate, di quello che sarebbe potuto accadere e invece no. Cercando di stoppare la mente nella sua corsa ad immaginarsi tutte le eventualità raccapriccianti che, di fatto, per nostra grande fortuna, non si sono verificate, mi sono imbattuta in una bellissima scena.

Estate del 2009, seduta su una panchina assolata in un borgo della Toscana, aspettavo il ritorno del Signor Pàpici da una commissione. Indossavo una timida pancia gemellare. A sorpresa si è seduto accanto a me un ragazzo, forse già uomo per l’anagrafe, portatore di sindrome di Down, di uno spiccato accento toscano e di un aspetto da tenero orsacchiottone.

“Ciao” mi dice subito.
“Ciao”
“Io sono un pescatore, sai?”
“Davvero?”
“Sì, ieri ho pescato un pesce grande così”, mi dice allargando le braccia alla loro massima estensione ” e tu cos’hai dentro alla pancia?”
“Due bambini” (il genere di Signorina A e Mademoiselle C mi sarebbe stato svelato, mesi dopo, in sala parto, ndr).
“E se poi ti devono tagliare la pancia per farli uscire?”
“Lo faranno”
“E se poi ti tirano fuori anche le budella?”
“Penso le rimetterebbero a posto”
“E se poi ti lasciano le forbici nella pancia”
“Spero se ne accorgano”
“E se poi ti esce tutto il sangue fuori?”
“Forse me ne rimetterebbero dell’altro”
“E se poi non ti richiudono la pancia?”
“No, dai, questo non credo possa davvero succedere: se ne accorgerebbero”

Si ferma un attimo. Credo di averlo convinto.

“E se poi te tu muori?”

“Va beh, ciao io vado a pescare”.

Insomma, tutto quello che non succede non è mica successo.


7 pensieri su “E se poi?

  1. Quel ragazzo non ha che manifestato i dubbi (se non paure) che spesso si affacciano alla nostra mente in certi momenti della vita, come in gravidanza.ui l’ha fatto nel modo diretto di un bambino, noi adulti li ricacciamo indietro per non farci prendere dalla paura di vivere

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