Cosa questo tempo mi ha fatto

Questo tempo mi ha costretta a mescolare la famiglia con il lavoro, forzando una porta che avevo faticosamente eretto e tenuta chiusa in anni di esercizio. Se da un lato mi ha tenuta a stretto contatto fisico con il mio quartetto, persino con la gatta, dall’altra mi ha incollato con sadismo gli occhi a uno schermo, le dita a una tastiera, l’orecchio a un telefono. Mi ha fatto lavorare troppo e male, mi ha donato tanto tempo di presenza fisica in casa e scarsa attenzione umana. Mi ha dato un tempo di qualità scarsa e bassa soddisfazione personale. Il lavoro mi distrae fuori dal suo tempo, la famiglia invade il tempo del lavoro e io non riesco a tracciare una linea, né nello spazio né nel tempo.

Questo tempo mi ha resa fluida, almeno così è come mi sento adesso, dopo quasi quattro mesi di flusso ininterrotto tra le me mamma, la me lavoratrice, la me moglie, la me casalinga. Essere fluida mi fa sentire adattabile, ma anche debole, senza la forza di fermarmi e stare.

Questo tempo ha spazzato via la me narratrice. La me lettrice resiste con le unghie, ma fa tanta fatica. Ha soffocato la me amica, portandosi via quasi ogni socialità. Sono settimane che mi dico che desidero telefonare a due amiche in particolare, ma arrivo a sera così stanca di essere stata in videochiamata da farmi invariabilmente rimandare. Questo tempo si è preso anche il caffè del mattino con i miei colleghi.

Questo tempo si è preso gli ultimi mesi di scuola primaria di Signorina A e Mademoiselle C, il loro ultimo giorno di scuola, i riti di passaggio, le lacrime e gli abbracci, le promesse e gli smarrimenti condivisi. Questo tempo mi ha ridotta a piagnucolare davanti a un video di saluti. Si è preso anche la recita di fine anno della prima elementare di Miss T, ma non ci abbandona la speranza di rifarci negli anni a venire.

Questo tempo mi ha rapita, chiusa, lasciata piena di nuove domande a cui ho paura di dare risposta. Avevo bisogno di tempo e l’ho ricevuto in una forma che faccio veramente fatica a digerire, come se fosse tutta fibra e zero proteina. Questo tempo è un panino di legno, non nutre né si fa masticare.

Questo tempo, ecco sì, mi ha lasciata a scavare a mani nude alla ricerca del necessario a cui rimanere aggrappati: una passeggiata per il quartiere, la speranza di rivedere il mare, un picnic sulle montagne, la focaccia dei vicini, riguardare un vecchio cartone seduti stretti gli uni agli altri, tenere in braccio un atteso neonato, le bambine che mangiano un gelato coi nonni, mondare un frutteto dalle erbacce, cercare conchiglie fossili in un bosco, riprendere lentamente forma, sentire che il formicolio piano piano se ne va e il sangue torna a fluire.

4 pensieri su “Cosa questo tempo mi ha fatto

  1. Grazie davvero per queste bellissime riflessioni. Mi piace molto la metafora del panino, la trovo “ruvidamente” calzante e mi sono posto la domanda sul perchè si dovrebbe provare a mangiare un panino di legno. Forse un panino di legno può essere utile per altro. Forse è proprio come questo tempo che abbiamo vissuto (e che stiamo vivendo): strano, fuori posto e – forse – utile per altro.
    Un abbraccione forte

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