Complemammo (edizione 2020)

Nel 2016, scrissi un post dedicato al settimo compleanno di Mademoiselle C e Signorina A. Nel rileggerlo ci ho trovato pezzettini preziosi della nostra quotidianità di allora, alcuni parzialmente dimenticati. Nel 2018, volli replicare. In nome di questo senso di conservazione dei ricordi, ne scrivo una versione datata ad oggi.

Oggi festeggio il mio undicesimo complemammo.

Comincio a sentirmi una mamma vecchia, è strano anche se per i canoni odierni, le mie tre bimbe sono nate che potevo dirmi giovane. Eppure vedendo loro che diventano grandi, mi viene da sentirmi agée, ma allo stesso tempo sempre impreparata. Ogni cosa che mi sembra di avere imparato si trasforma immediatamente in qualcosa di nuovo, insieme ai loro nuovi centimetri di ossa, pelle, capelli, intelligenza, consapevolezza del mondo.

Essere mamma è per me sentirsi vecchia e sorpassata e allo stesso tempo nuova e impreparata. 

È ascoltare le informazioni scolastiche dalle colleghe mamme e le preoccupazioni che ne derivano e trovarmi quasi sempre disallineata, sentendomi da una parte un’inguaribile ottimista e dall’altra una pessima e superficiale osservatrice. È la piena consapevolezza di essere entrambe. È correre rapidamente ai ripari.

È minimizzare le prime avvisaglie di pre-adolescenza.

È continuare invariabilmente a ricordare i momenti intorno alle loro nascite, ma sentirli piano piano entrare nel mito, assumere la consistenza eterea di un meraviglioso sogno da tenere incorniciato.

È dare responsabilità piena alla mia ricerca della felicità, sentirla più legittima proprio perché con me ci sono sempre i loro sguardi, i meccanismi con cui stanno costruendo le loro chiavi per interpretare la vita.

È non smettere di pronunciare come un dolce rito numerosi “ti voglio bene più di tutti gli universi”. Incassare con uguale allegria sia i “sei la mia mamma preferita” sia i “il tuo sedere è proprio largo e morbido” sapendo che sono entrambi delle preziose verità.

È sperarle delle brave persone.

È mettere il dentifricio sugli spazzolini al mattino nella speranza di fare loro guadagnare un paio di secondi nel nostro perenne ritardo.

È nutrirmi della loro spensieratezza come un nettare, prezioso antidoto all’angoscia di questo tempo.

È registrare le loro differenze, dirimere con urla potenti le loro liti sciocchine, assecondare i ritmi disassati delle loro crescite, pur tenendoci stretti.

È reincollare incessantemente tutti i cerchietti spezzati da Miss T.

È pettinare via i nodi dai capelli di Signorina A.

È risolvere gli esercizi di logica di cui è appassionata Mademoiselle C.

È scriverne ancora, anche al costo di risultare stucchevole. Sapere che già lo sono per qualche lettore occasionale e presto lo sarò anche per le mie tre figlie. 

Cose piccole, risate belle, qualche paura, tantissimi dubbi, essere mamma è un viaggio con una compagnia insostituibile.

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