Niente più

Pensa se un giorno come un altro, metti caso sia oggi
quelli che non producono ricchezza si fermassero improvvisamente
smettessero di fare quel che fanno tutti i giorni gratuitamente.

Niente più torte di nonna Ginny
Niente più tagliatelle di nonna Annie
Niente più nonno Mario che va a prendere Miss T alle quattro e mezza
Niente più nonno Elio che aggiusta le tapparelle alla vicina di casa.

Pensa se da oggi si mettessero in sciopero tutte le cose che non si tramutano in denaro.

Niente più fiori nel giardino della zio Piero, che rallegrano chi passeggia nel quartiere
Niente più racconti sulle riviste letterarie
Niente più “pronto” dall’altro capo del filo di un telefono amico
Niente più catechisti, né animatori, né capi scout

Pensa se si dovesse scegliere e tu venissi scelto solo sulla base di quel che vali per l’economia.

Niente più belle foto di paesaggi postate sul web.
Niente più passeggiate sul lungo mare.
Niente più funghi nei boschi, piccoli orti dietro le case.
Niente più sentieri su per le montagne.

Pensa se davvero valesse solo quello che fruscia e tintinna nei portafogli.

Niente più papà che allenano nei campetti.
Niente più mamme che aiutano nei compiti a casa.
Niente più poesie, tanto nessuno li compra, i libri di poesia.
Niente più giri in bicicletta.
Niente più battute strambe di zio Andrea.

Pensa se succedesse davvero.

Niente più alberi a farci l’ossigeno e metterci il carbonio in cassaforte.
Niente più fusa di gatti assonnati.
Niente più iodio nell’aria di mare.
Niente più sonnellini nella canicola dell’estate.

Pensa che brutto sarebbe.

Niente più ricette della zia Lella.
Niente più lezioni di uncinetto con la zia Maria.
Niente più videochiamate per sapere come stai.
Niente più signori che raccolgono il cibo e te lo regalano se non ne hai.

Pensa che triste.

Niente più vigili del fuoco volontari ad aprire porte chiuse e salvare gattini.
Niente più maestre che rassicurano genitori fuori dai loro orari di lavoro.
Niente più Miss T che mi legge il suo libro preferito ad alta voce.
Niente più Signorina A che disegna damine con gli occhioni.
Niente più Mademoiselle C che scrive storie nei suoi quadernoni.
Niente più signor Pàpici che raccoglie semi, li cataloga, li semina e poi li annaffia

Pensa che niente, che saremmo.

Foto di Miguel Á. Padriñán da Pexels

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