Smarrimenti estivi

 

La routine si spezza, la campanella non suona più, che tu sia dentro, ragazza o bambina, ad aspettare impaziente il trillo o fuori, già donna, ad aspettare un abbraccio.

I bambini per le strade i primi giorni sono tanti, ridono, fanno giochi d’acqua, poi via via li senti sempre meno, la città diventa vecchia, calda, asserragliata dentro a fortini domestici a proteggersi dalla canicola.

I parcheggi sono facili davanti al lavoro, arrivi e la posi lì davanti, dove fino al giorno prima c’erano le auto in doppia fila di genitori e insegnanti delle scuole di fronte.

Ti va di prendere un caffè proprio con quell’amica, proprio oggi che lei non c’è, che lei è al mare.

Vuoi tagliare i capelli, finalmente hai deciso, in fondo è oltre un anno che non lo fai, ma l’unica che può mettere mano alle tue chiome selvagge è fatalmente in ferie.

Le serrande delle case sono palpebre abbassate contro caldo e zanzare.

Le scrivanie attorno a te sono per lo più vuote e lo saranno anche domani e dopo domani.

In vacanza ci sei già andata, forse sono ancora troppo lontane per pensarci veramente, magari non ci andrai nemmeno quest’anno.

La luce è troppa, non la ricordavi tutta questa luce, oppure troppo poca, non ricordavi un’estate così buia.

Il caldo non lo ami, ma te lo tieni stretto nelle ossa, sai che poi arriva il freddo e il freddo lo pensi sempre peggio di quel che è.

C’è poco da fare, ci va un po’ per metabolizzare l’arrivo dell’estate in città, per sedare quel ricorrente senso di smarrimento, per appropriarsi nuovamente degli aspetti migliori. Ci si mette davvero un po’ ad abituarsi all’estate. Ci vuole un po’ per amarla, dopo averla tanto aspettata, ci si trasforma in Penelopi che non sanno più se lo volevano davvero indietro quell’Ulisse, insieme naufrago fedele e fedifrago. E poi, niente, succede che, proprio mentre lui è lì lì per riprendere il suo viaggio intorno al mondo, proprio in quel momento, ecco, non lo lasceresti mica andare via, lo vorresti a Itaca ancora per un po’.

13 pensieri su “Smarrimenti estivi

  1. Io ho la sensazione contraria. Non amo il caldo, sentirmi sudato, ma nonstante questo mi piace quando si avvicina (anche perchè forse ho una vita meno schematica della tua), mi piace perchè mi fa sentire più vivo, la luce che c’è fino a tarda sera, come se avessi tante ore da dedicare a tante cose, invece in inverno vado in letargo. Ma io sono un orso e ci sta.

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  2. Ogni anno, ad ogni estate, le donne mi danno l’impressione di rifiorire. Esuberanti. Capisco che tu come metafora abbia scelto Ulisse, ma non averne a male se io invece penso a Venere che risorge dalle acque (magari della piscina comunale che ho qui vicino, acque al cloro, ma importa?)

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  3. Gli smarrimenti estivi colgono anche me, ma è solo questione del primo impatto….quanto alla luce ne farei un pieno per l’inverno ..diciamo che è anche un’estate da tropici…sono chiusa in macchina ad aspettare la fine di un temporale, ma così ti ho letta!!!un abbraccio

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  4. io resto smarrita ad ogni cambio di stagione, non importa tra quali avviene il passaggio… poi però dopo un mese nella stessa stagione vorrei già cambiare… ecco… la fermezza mentale non mi appartiene;)

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  5. Magari arrivasse l’estate… A me smarrisce che a giugno al mattino fa 17 gradi, che non riesco a stendere fuori senza che tutto s’inzuppi ogni giorno, e che in dieci giorni ho già avuto quattro figli malati (e figli, ma uno si è ammalato due volte).😦

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  6. Per adesso è ancora aria di gelsomini. Cielo terso. Chiome verdi e spesse dell’acqua caduta in tutti questi giorni. Poi tutto si asciuga e resterà solo l’odore della pipì dei cani. Ogni anno torno a sentirmi in un simulacro di Africa, tra un oleandro e un baobab che non c’è. Ma l’estate io l’adoro, anche dentro alla città, quando lei rimane silenziosa e sfatta dal caldo e tutti le voltano la schiena in cerca di frescura e panorami da cartolina. Amo il mio quartiere di cemento con qualche albero spelacchiato. Le mura che danno verso la sterminata piana del parco della goccia. Da lì dietro spunta solo il gasometro, e a me sembra una nave pronta a salpare. Buona giornata di avvio all’estate, Chiara!

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