Storie di paura e di coraggio

Il coraggio uno non se lo può dare, vorrebbe convincerci uno degli anacoluti più famosi della letteratura. Quelli come me, magari possono mostrare di amare gli anacoluti, ma è uno dei loro difetti quello di essere piuttosto bassi nella catena trofica del coraggio. Dei piccoli erbivori più che grandi carnivori. Non leoni, ma conigli. Forse ancora un briciolo più in basso: tipo una chiocciola, che allunga con assoluta circospezione le proprie antennine, sempre in allerta, prontissima a ritrarsi nel guscio. C’è ben poca fierezza in questo, anche perché ho retratto i miei organi di senso e ho riportato baracca e burattini nella mia zona … Continua a leggere Storie di paura e di coraggio

E dimmi che non vuoi morire

Non appena Miss T sente il clic della cintura di sicurezza del suo seggiolino, le scatta un automatismo per il quale comincia a lanciare insistenti gridolini (“Mu-c-ka! Mu-c-ka” con una doppia “c” dura consecutiva, fonema sconosciuto alla lingua italiana) all’indirizzo dell’autoradio, pretendendone l’istantanea accensione. Poiché il ménage domestico prevede che i viaggi lunghi si facciano con “Papà-bianca”, cioè il sette-posti da gelataio del signor Pàpici, tutto il temibile corredo di cd per bambini vive lì. Nella mia “Mamma-gialla” – la Pandina di servizio-, invece, si fronteggiano le richieste di Miss T solo con la radio. Putroppo o magari per fortuna, … Continua a leggere E dimmi che non vuoi morire

ho iniziato la prima elementare

Ho usato e contemporaneamente trovato sciocco parlare al plurale descrivendo le esperienze delle mie figlie. Anzi, altro che passato prossimo: pur detestandolo, uso quel noi in tutte le sue possibili declinazioni. “Giovedì facciamo la lezione di prova di teatro“, “Oggi abbiamo fatto la cacca da sole nel water“, “Stasera siamo veramente stanche“, “Cambiamoci calze e mutande”, e così via. Un continuo esercizio di fagocitosi delle loro esperienze. Che poi, magari è per questo che non riesco a ritornare al peso pre-gravidanza. Fatto sta che oggi Signorina A, Mademoiselle C e io abbiamo iniziato la quarta settimana di prima elementare. Cioè tecnicamente sembra … Continua a leggere ho iniziato la prima elementare

la Winifred che è in me

Tra le varie identità che riconosco popolarmi, ogni tanto mi pare proprio di sentire la voce di Winifred Banks. La ricordate la bionda suffragetta, che come merito principale aveva quello di avere assunto come istitutrice per i propri figli l’inarrivabile Mary Poppins? Ecco, lei. La Winifred che è in me palesa i suoi rigurgiti femministi nei luoghi e nelle situazioni più disparate. Quando partecipo a delle sessioni di laurea e, nel momento in cui si schiera la commissione, realizzo che ci sono due donne su quattordici membri. Se poi una delle due dice all’altra “Dai, mettiamoci una alla destra e l’altra alla … Continua a leggere la Winifred che è in me