E dimmi che non vuoi morire

Non appena Miss T sente il clic della cintura di sicurezza del suo seggiolino, le scatta un automatismo per il quale comincia a lanciare insistenti gridolini (“Mu-c-ka! Mu-c-ka” con una doppia “c” dura consecutiva, fonema sconosciuto alla lingua italiana) all’indirizzo dell’autoradio, pretendendone l’istantanea accensione. Poiché il ménage domestico prevede che i viaggi lunghi si facciano con “Papà-bianca”, cioè il sette-posti da gelataio del signor Pàpici, tutto il temibile corredo di cd per bambini vive lì. Nella mia “Mamma-gialla” – la Pandina di servizio-, invece, si fronteggiano le richieste di Miss T solo con la radio. Putroppo o magari per fortuna, … Continua a leggere E dimmi che non vuoi morire

ho iniziato la prima elementare

Ho usato e contemporaneamente trovato sciocco parlare al plurale descrivendo le esperienze delle mie figlie. Anzi, altro che passato prossimo: pur detestandolo, uso quel noi in tutte le sue possibili declinazioni. “Giovedì facciamo la lezione di prova di teatro“, “Oggi abbiamo fatto la cacca da sole nel water“, “Stasera siamo veramente stanche“, “Cambiamoci calze e mutande”, e così via. Un continuo esercizio di fagocitosi delle loro esperienze. Che poi, magari è per questo che non riesco a ritornare al peso pre-gravidanza. Fatto sta che oggi Signorina A, Mademoiselle C e io abbiamo iniziato la quarta settimana di prima elementare. Cioè tecnicamente sembra … Continua a leggere ho iniziato la prima elementare

la Winifred che è in me

Tra le varie identità che riconosco popolarmi, ogni tanto mi pare proprio di sentire la voce di Winifred Banks. La ricordate la bionda suffragetta, che come merito principale aveva quello di avere assunto come istitutrice per i propri figli l’inarrivabile Mary Poppins? Ecco, lei. La Winifred che è in me palesa i suoi rigurgiti femministi nei luoghi e nelle situazioni più disparate. Quando partecipo a delle sessioni di laurea e, nel momento in cui si schiera la commissione, realizzo che ci sono due donne su quattordici membri. Se poi una delle due dice all’altra “Dai, mettiamoci una alla destra e l’altra alla … Continua a leggere la Winifred che è in me

La Fatina dei Dentini

La settimana scorsa Signorina A ha sputato nel lavello, insieme al dentifricio esausto, il suo primo dentino da latte. Il nuovo incisivo gli ha inviato lo sfratto e, in men che non si dica, l’ha letteralmente spinto via, come ospite indesiderato. Siccome una delle filosofie che animano il mio mestiere e la mia esistenza per lo più incoerente è quello del rifiuto che diventa risorsa, abbiamo cercato nuova dignità per quel dentino espulso dall’arcata che fino a poco prima era stata la sua unica casa. Con un certo ritardo- che a casa nostra è più che fisiologico, una specie di quarto … Continua a leggere La Fatina dei Dentini