Le tessere del vostro sacchetto

Chiudete gli occhi. No, teneteli pure aperti, non importa. Immaginate un tocchetto di legno di dimensioni fisse e replicabili. Tipo una tesserina del domino. Continuate ad immaginare. Vi è stato consegnato un numero esatto ma non noto di tesserine in un bel sacchetto di panno bianco. Ogni tanto tuffate le mani in questo sacchetto, stringete le tesserine, strofinate i palmi sul legno, percorrete coi polpastrelli i loro spigoli smussati, lasciatevi trasmettere il caldo del loro legno vivo. Ora iniziate ad agitarvi. Abbandonatevi a qualche pensiero ansiogeno. Accelerate il battito del vostro cuore, accorciate i respiri. Tuffate nuovamente le mani nel sacchetto di panno … Continua a leggere Le tessere del vostro sacchetto

Sentirsi come un banano a Torino

Se la mia memoria non mi tende tranelli di falsa verosimiglianza, mi pare che alle medie una mia compagna di origine calabrese che poi ho perso di vista – ma era veramente simpatica e a ripensarci mi dispiace, ma con moderazione, perché non si può essere troppo tristi in un inciso – mi avesse introdotto all’uso dell’attributo “sconchiuso”. Era un concetto a me completamente estraneo. Tra l’altro il significato era proprio quello di estraneo al contesto, quindi era come se chiudesse un cerchio, non so bene quale, ma lo chiudeva. E’ stato così che ho cominciato ad usare la parola “sconchiuso”, … Continua a leggere Sentirsi come un banano a Torino

La dispepsia degli addii e la quotidianità amica e cazzara

Non c’è proprio verso. Dire addio mi provoca una grave disfunzione digestiva, vedasi il celeberrimo ovosodo di virziniana memoria. Quella roba che ti si pianta lì sulla bocca dello stomaco e non va nè su e nè giù. Non c’è rimedio possibile, almeno non ne ho mai trovato uno efficace. Qualche diavoleria che riesca ad educare il mio corpo a metabolizzare senza un dispendio enorme di tristezza l’allontanamento. Alla notizia che per una qualsiasi ragione non vedrò più assiduamente una o più persone, fanno capolino nella mia esistenza sintomi variegati, tipo eruttazione continua, anoressia (okay, questa proprio no, non posso darla a … Continua a leggere La dispepsia degli addii e la quotidianità amica e cazzara

I lati oscuri della statistica inferenziale

Ecco un elenco – sicuramente parziale – degli eventi quotidiani che palesemente contravvengono alle leggi della probabilità. Trattasi di quei fenomeni per i quali la probabilità che si verifichino tende empiricamente a zero, sfuggendo a qualsiasi funzione di distribuzione di frequenza. Eventi, per i quali la scienza non ha ancora trovato una soluzione plausibile: – la probabilità che io rinvenga al primo colpo la chiave adatta alla serratura che ho di fronte a me, tra quelle presenti nel mio mazzo; – la probabilità che io, tuffando una mano nella mia borsa (definita da qualche collega “rumine” per una sua presunta … Continua a leggere I lati oscuri della statistica inferenziale

L’ora illegale

Ho una relazione complicata col tempo. Ogni santa mattina feriale che Dio manda in terra, quando accendo l’auto per portare a scuola Signorina A e Mademoiselle C, sento la voce un po’ preoccupata di Signorina A – che fra le tre sembra aver maggiormente assorbito i miei peggiori tratti di osservanza delle regole- che mi chiede “Mamma anche oggi siamo in ritardo?“. Non appena i miei recettori neuronali intercettano questa domanda, scatta in me un preciso protocollo comportamentale. Per prima cosa eseguo mentalmente un minuzioso origami della mia ansia rendendola un minuscolo e silenzioso pesciolino dorato. In seguito impartisco al mio  pesciolino d’ansia … Continua a leggere L’ora illegale

Pulire non è sempre la migliore delle idee

Una recente new-entry della nostra routine serale prevede che, Mademoiselle C e Signorina A già imbozzolate sotto le coperte (e Miss T girovagante per casa con in mano una di quelle licenze comportamentali che il lassismo genitoriale regala ai terzogeniti), alla lettura di un libro segua un breve momento non-fiction. Racconti di vita vissuta. Comincia con uno speranzoso “Mamma raccontaci una tua avventura” e in genere finisce con una mia qualche maldestra disavventura. Così su due piedi, non è facile trovare interessanti spunti di vita vissuta, almeno non è facile per me, che magari avrò avuto un’esistenza terribilmente ordinaria o forse devo allenarmi … Continua a leggere Pulire non è sempre la migliore delle idee

Storie di paura e di coraggio

Il coraggio uno non se lo può dare, vorrebbe convincerci uno degli anacoluti più famosi della letteratura. Quelli come me, magari possono mostrare di amare gli anacoluti, ma è uno dei loro difetti quello di essere piuttosto bassi nella catena trofica del coraggio. Dei piccoli erbivori più che grandi carnivori. Non leoni, ma conigli. Forse ancora un briciolo più in basso: tipo una chiocciola, che allunga con assoluta circospezione le proprie antennine, sempre in allerta, prontissima a ritrarsi nel guscio. C’è ben poca fierezza in questo, anche perché ho retratto i miei organi di senso e ho riportato baracca e burattini nella mia zona … Continua a leggere Storie di paura e di coraggio