Il ventenne

Una certa costante del mio, chiamiamolo così, mestiere sono quelle persone che ti porti dietro per illustrare loro gli esperimenti che stai facendo. Visiting scientists, studenti stranieri, tesisti, colleghi neofiti, estemporanei curiosoni. D’estate, al novero di coloro che si ammazzano di sbadigli al ritmo delle mie improbabili spiegazioni si aggiunge una specie del tutto particolare. Lo stagista. Lo stagista, in genere, sta terminando le superiori, per lo più ha appena completato il suo quarto anno e sta cercando disperatamente di fare incetta di quei crediti che gli permetteranno di sopravvivere a quello che generazioni di racconti hanno dipinto loro come il primo … Continua a leggere Il ventenne

Torrida ammirazione

In questi torridi giorni di un Luglio sopra le righe, ci sono alcune persone che destano in me un’incondizionata ammirazione. Non parlo di profonda stima o di assoluto rispetto, beninteso, parlo proprio di quella sensazione istintiva che nasce alla vista di certi comportamenti, come dire, ammirevoli. Riconosco, tuttavia, di provare ammirazioni di diverse tonalità; volendo trovare un ristoro linguistico a quest’insopportabile arsura, potrei dire che provo diversi tipi di ammirazioni bigusto. Quegli individui di sesso femminile che riescono ad infilarsi dei leggings di jeans elasticizzati e ad indossarli tutto il giorno, loro mi destano un’ ammirazione mista a incredulità. Ragazze … Continua a leggere Torrida ammirazione

Quando si dice mangiarsi le mani

Domenica scorsa, di ritorno da una visita ai miei zii, siamo passati a visitare lo studio di Giuseppe Pellizza nella natìa Volpedo. Cioè, in verità, era già piuttosto tardi e io non avevo nessuna intenzione di fare quella sosta, ma il signor Pàpici alla fine, al di là di ogni aspettativa, mi ha convinta. Che se posso esprimere un mio fastidioso dissenso, io modestamente, lo faccio. Fatto sta che invero sono uscita dall’abitacolo dell’auto, ho costeggiato trascinando i piedi con Miss T al collo la casa ad angolo un tempo affacciata ad una bealera, ho salito una manciata di scalini e ho … Continua a leggere Quando si dice mangiarsi le mani

Gratitude

Studi scientifici autorevoli (non ci credete? Guardate questa review: http://personalpages.manchester.ac.uk/staff/alex.wood/gratitudereview.pdf) dimostrano uno stretto legame tra gratitudine, successo personale e addirittura felicità. C’è anche chi da questo paradigma ne fa derivare degli esercizi quotidiani per impratichirsi nell’esercizio della gratitudine. Per avere successo, per essere felici. Chissà se è così matematicamente vero. E se davvero ci si può educare a dire grazie con una certa credibilità e i benefici attesi. Per quel che mi riguarda, questa cosa della gratitudine a volte la sorprendo a starnazzarmi rumorosamente in mezzo al petto. Ulula selvaggiamente. Barrisce, nitrisce, bubola, gloglotta, trilla. Non riesco a porle un freno, … Continua a leggere Gratitude

Decalogo semiserio per non soccombere miseramente ai gruppi di Whatsapp.

Ci sono delle novità che irrompono nelle nostre vite accolte da un insano entusiasmo, come elementi per i quali rimane inspiegabile una vita fino ad allora spesa in loro assenza. In verità non si sa se servano veramente o se, peggio, si potranno rivelare pericolose. Come pascoliane digitalis purpuree, lasciamo che si scavino nicchie permanenti nelle nostre esistenze, per poi accorgerci tardivamente che da lì emanano fastidiose esalazioni, da cui è poi difficile liberarsi. Ovviamente, sto pensando ai gruppi di Whatsapp. Sono presto diventati dei maipiùsenza che abbiamo applicato generosamente a tantissimi contesti diversi: abbiamo la chat di famiglia (da cui in genere manca tua … Continua a leggere Decalogo semiserio per non soccombere miseramente ai gruppi di Whatsapp.

Il mezzo gaudio a spasso sul bagnasciuga

Il provvidenziale ponte spezzaprimavera e suggerisciestate del duegiugno ci ha condotti al mare. Il primo mare dell’anno, quello che porta alla luce del sole un esercito di dettagli orripilanti: pallide pance da ufficio che non oppongono resistenza alcuna alla forza di gravità, capillari e varici a formare naturali autoreggenti a rete di un insano colore blu pavone, cespugli di pelurie varie che ondeggiano al vento come anemoni di mare cullate dalla marea, pluriball di cellulite a foderare chilometri di chiapponi stinti dall’inverno. Spettacoli indecorosi che compongono un collettivo mezzo gaudio a spasso sul bagnasciuga. Per quanto mi riguarda, oltre ad … Continua a leggere Il mezzo gaudio a spasso sul bagnasciuga