Capelli da manuale

Capita che mi cada l’occhio, pentendomene istantaneamente ma ormai c’è poco da fare, su claim di dubbio valore circa le tendenze stagionali di moda tricotica. Imperativi del tipo “L’estate è finita, tornate castane!”; improbabili antropizzazioni del genere “Capelli: l’autunno li vuole lunghi e naturali”;  cagate di varia natura, tra cui “Onde morbide anni ’70”, “La parola chiave è volume”. Cioè, a stare ad ascoltare voi altri vati dell’hair styling avrei appena chiuso una stagione con un bob corto (certo sì, il bob  è proprio quello che una volta si chiamava caschetto, è solo che questi geni illuminati che gestiscono le sorti delle nostre chiome … Continua a leggere Capelli da manuale

Porcini e amanite muscarie

Prendere i propri sentimenti: allegria, tristezza, soddisfazione, rabbia, malinconia, trepidazione, gioia. Moltiplicarli per trentatré. Piazzarli sul piatto rotante di un grammofono. Infilare la testa nella tromba. Accenderlo. Ecco quello che succede – almeno a me- quando ti confronti con i sentimenti dei tuoi bambini. Praticamente alla tua personale gamma di emozioni -quelle che hai imparato finora- è come se ti aggiungessero un pezzo di scala, per includere dei valori che non credevi esistere, ma che da un momento all’altro scopri di provare. Se loro sono felici, ecco che ti compare una felicità fuori-scala, grassa, piena, tutta nuova. Se sono preoccupati, ti accorgi … Continua a leggere Porcini e amanite muscarie

La mia agenda arancione

Ieri sera, di soppiatto e un po’ di nascosto dal resto della famiglia seduta intorno a un tavolino rotondo con le sedie gialle, mi sono intrufolata in un’elegante cartoleria. Inebriata dal profumo di carta nuova che è il costituente principale della sua tipica atmosfera interna, quello che mi provoca dipendenza fisica sin dalla prima infanzia, sono stata ipnoticamente indotta all’acquisto di un’agenda. Ché le agende sono fatte per settembre, non per gennaio. L’ho scelta morbida, spaziosa, allegra, un po’ costosa per le mie abitudini. Dentro ci finiranno i risultati più o meno buoni dei miei nuovi propositi organizzativi. Ci troveranno posto le … Continua a leggere La mia agenda arancione

Chi se ne va che male fa (?)

Sarà colpa di Nanni Moretti al volante, ma quando il cervello mi si acquieta in quegli stand-by cerebrali in cui sono gli altri organi a comandare – mentre guido, mentre ripongo la spesa, mentre mi spalmo il balsamo tra i capelli- ecco che comincio a canticchiare “Insieme a te non ci sto più”. Non so esattamente perché riemerga dagli abissi della mia corteccia proprio Caterina Caselli, ma succede così più spesso che altro. Per tempo immemorabile ho canterellato la sentenza “chi se ne va che male fa” caricandola del peso della responsabilità che il partner fuggitivo ha di aver provocato un inenarrabile … Continua a leggere Chi se ne va che male fa (?)

Identità precarie

Ho una salute più che decorosa. Vivo in una casa piuttosto solida. Sono imbarcata in una felice relazione sentimentale da un considerevole periodo di tempo. Da sempre lavoro con contratti parasubordinati a tempo determinato.  Al secolo, sono una precaria. Cioè, in pratica, hai voglia a costruire con malta e calcestruzzo vari anfratti della tua esistenza, tanto poi se sei un lavoratore atipico, la tua identità sarà quello di precario. Sono una precaria. Il rapporto di amore e odio che ognuno di noi ha con il proprio lavoro qualche volta pende verso l’amore, qualche volta verso l’odio, ma sfido chiunque a … Continua a leggere Identità precarie

Meraviglie nostrane

Sabato era Ferragosto. Già che Ferragosto sia di sabato gli toglie quel po’ di identità di festa comandata. In più c’era il fatto per noi che questo Ferragosto era incastonato in una dieci giorni montana, contornato da altri giorni di vacanza e la cosa gli rubava indubbiamente ulteriore importanza. Gli ultimi fronzoli celebrativi gli sono stati recisi dalla pioggia, che lo ha reso definitivamente una giornata normale. Un po’ raccontando vagamente le vacanze degli imperatori romani, un po’ chiacchierando della festa poi aggiudicatasi – prima che dai merenderos- da Maria, presso di noi aka la mamma di Gesù, ci siamo avviati sotto … Continua a leggere Meraviglie nostrane

Presente!

Non so se capiti a tutti o solo a me. Fatto sta che proprio non riesco a figurarmi come saranno Signorina A, Mademoiselle C e Miss T da grandi. Ci provo ogni tanto, per gioco, ma non mi viene in mente che qualche slanciato corpo di ragazza, in genere di spalle, zero possibilità di riconoscere qualche tratto del viso. E dirò di più. Non ci fosse le foto ad aiutarmi, non riuscirei a ricordarne nemmeno i tratti del loro piccolo passato. Devo averli sistemati dentro a qualche invisibile cassetto cardiaco. È un po’ come se il loro presente, la loro presenza, il … Continua a leggere Presente!

Le mie misere categorie mentali

Una mattina sali su un pullman superaffollato con quattro bambini, due borsoni da spiaggia e un’informe sacca di secchielli e palette. Hai promesso ai bambini che li avresti portati a giocare con la sabbia, anziché coi soliti ciottoli nostrani. Con te c’è santa nonna, non potresti farcela altrimenti. Ti è da subito chiaro che il conducente vorrebbe fare a meno di voi. Fa la fermata quattro metri in ritardo, apre le porte per il tempo necessario a gettare la ciurma all’interno e le richiude in un baleno rischiando di mangiarsi i lembi del tuo prendisole leggero, parte a tutta velocità … Continua a leggere Le mie misere categorie mentali