Zibaldone (parte settima)

Raccolgo qui, più che altro per non dimenticarle e creare una specie di backup, alcuni racconti di vita domestica, già affidati in passato allo status di fb. Qui la prima puntata, qui la seconda, qui la terza, qui la quarta, qui la quinta, qui la sesta.

 

Durante una salita montana di poco più di un’ora, il ritmo è dettato dai lamenti delle bimbe: una lunghissima sinfonia a tre voci. Passata la fase del rimprovero, a un certo punto ho calato l’asso del discorso motivazionale.
– Signorina A, ma ci pensi che quando saremo arrivati sarai MOLTO felice?
– No, sarò POCO felice- fa lei, contrariata.
– Ma come? Pensi davvero che non ti sentirai meglio di adesso che stai faticando?
– Sì che mi sentirò meglio: infatti adesso sono POCHISSIMO felice.

(e l’adolescenza è ancora lontana)

(Marzo 2017)

 

– Mamma, guarda, in cielo c’è la luna che vola!-

(Miss T e i primi rudimenti di astronomia)

(Marzo 2017)

 

La parrucchiera mi ha reso parzialmente bionda (il termine tecnico è degradé con fondo biondo cioccolato, ma suona poco credibile pronunciato da me). Miss T, mi esamina e conclude: ” Sono più bella io, perché son bionda tutta, io”.

(Febbraio 2017)

 

Miss T gioca ad acconciare nonno E (peraltro calvo).
– Miss T, che fai?-
– Sto parrucchiando nonno-

(Febbraio 2017)

 

Prima di addormentarsi con Miss T si compie ogni sera un minuscolo rituale.
Lei dice:” BuoVanotte”.
Io dico: “Ti voglio bene più di tutto l’universo.
Da qualche tempo, lei ha preso ad aggiungere:” Anche io, più dell’Iniverso”, facendomi, ovviamente, sciogliere in un brodo di giuggiolosità materna.
“Mamma?” ha aggiunto improvvisamente l’altra sera.
“Eh?”
“Non cio proprio che coj’è quest’Iniverso che dici”.

(Gennaio 2017)

 

– Miss T, posso mangiarti?-
– Ciolo di baci, però, mamma-
– Sì, Miss T, ti mangio di baci-
– Ché poi, mamma, se mi mangi davvero è un vero peccato-

(Gennaio 2017)

 

– Mamma, quando sciono gande- mi dice stamattina Miss T, mentre aspettiamo il verde all’unico semaforo che ci separa dall’asilo- mi regali MammaGialla?-
– Ehm, Miss T, ma poi io come faccio senza macchina?-
– Vai a piedi-
(e ha solo tre anni, per dire)

(Gennaio 2017)

 

– Mamma, ma perché le cose più buone sono anche quelle che fanno più male?-

I primi approcci di Mademoiselle C con i misteri che governano l’universo.

(Gennaio 2017)

 

– Zia, Miss T dice proprio un sacco di bugie- mi informa il giovane E, nove anni, con aria tremendamente seria.
– Ah, sì?- gli rispondo, allineandomi il più possibile alla sua solennità.
– Sì, zia, continua a dire in giro che tu sei bella-
(Non si è mai veramente pronti all’avvento del senso dell’umorismo nei bambini).

(Gennaio 2017)

 

– Meglio la felpa leggera o quella pesante, bimbe? A scuola avete caldo o freddo?- chiedo.
– In classe fa caldo, dobbiamo toglierci la felpa. In palestra ci scaldiamo perché corriamo. In corridoio, però, non fa né caldo né possiamo correre-

– Mamma?-
– Oh-
– Perché lo chiamano corridoio se poi non ci si può correre?-
Queste sono le domande a cui un genitore non è mai veramente pronto a rispondere.

(Gennaio 2017)

 

– Signorina A, chi avrà inventato la forchetta?-
– Forse i cavernivori-

(a seguire l’ormai classico siparietto su uomini primitivi e secondovi)#evoluzionealimentarealternativa

(Gennaio 2017)

 

– Mademoiselle C, sei senza dubbio la più bella del mondo!-
– No, mamma, sei tu la più bella del mondo-
– No, Mademoiselle C, sei proprio tu una delle tre più belle del mondo-
– Lo dici, perché noi siamo le tue figlie, secondo me se chiedi a nonna G dice che sei tu la più bella, perché sei sua figlia-
– No, Mademoiselle C, adesso anche lei pensa che siate voi le più belle-
– Ah, quindi, quando sarai nonna, dirai anche tu che saranno i nostri figli i più belli del mondo?-
– Non so, può darsi di sì-
– Mamma?-
– Oh, dimmi-
– Non voglio che diventi mai nonna-
– E perché mai? Io voglio diventare nonna!-
– Così stai sempre con me, io voglio che tu sia sempre solo mia mamma-

(così, la scrivo per rinfacciargliela, quando, tempo cinque anni, mi dirà cose deprimenti del tipo “che palle, Ma’, non mi chiudere”)

 

(Gennaio 2017)

6 pensieri su “Zibaldone (parte settima)

  1. Io adoro infinitamente i bambini, sì, anche quelli di chiunque altro. E quindi questo compendio me lo godo 🙂 La mia preferita, comunque, è quella del ti voglio bene più dell’universo… che poi non sa che cos’è: mi ha strappato quel tipo di sorrisi misti di ironia e tenerezza che solo loro ci danno…

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