Zibaldone (parte sesta)

Raccolgo qui, più che altro per non dimenticarle e creare una specie di backup, alcuni racconti di vita domestica, già affidati in passato allo status di fb. Qui la prima puntata, qui la seconda, qui la terza, qui la quarta, qui la quinta.

-Mamma, e questi ti piacciono?- mi chiede Mademoiselle C, riferendosi a degli abiti esposti.
– No, dai, sono da signora- rispondo, semi inorridita.
– Mamma?-
– Eh?-
– Guarda che tu SEI una signora, altrimenti come faresti ad avere noi?-
#ioodiodarleragione #madaminBertora #loredanabertèdoveseiquandoserve

(Gennaio 2017)

– Signorina A, ma perché non ascolti i miei consigli su questo esercizio?-
– Non voglio consigli: io sono la REGINA dei miei compiti-
(esercizi di sbagli in libertà)

(Gennaio 2017)

Quest’anno degli addobbi natalizi si sono occupate principalmente Signorina A e Mademoiselle C. Dopo alcuni tentativi, hanno deciso di allestire il presepe a pianta circolare. La culla che conterrà a tempo debito Gesù si trova letteralmente al centro della scena. A cerchi concentrici tutti gli altri personaggi: primo cerchio: i genitori, il bue e l’asinello; secondo cerchio: pastori e animali; terzo cerchio: Re Magi e compagnia affine.
Che bello! esclama chiunque si imbatta in questa idea, semplice, nuova. Che pareva proprio a portata di mano. E invece no, io non ci avevo mai pensato in vita mia al presepe circolare. Loro, invece, sì. Tiè.

(Dicembre 2016)

– Mamma, hai già deciso che regalo farmi a Natale?-
– No, Signorina A, i genitori non fanno i regali ai bambini-
– E perché?-
– Perché, vedi, è Babbo Natale che fa i regali per conto dei genitori-
(scambi di personalità, insalata di ruoli, minestroni di responsabilità; comunque Babbo Natale è un eccellente collaboratore domestico e io lo credo fortissimo)

(Dicembre 2016)

– Bimbe, ma lo sapete quanti anni ha XXX? – chiedo a Mademoiselle C e Signorina A, in preda a quel disperato stupore che ti prende quando scopri molto più giovane di te una donna che consideravi coetanea.
– No- mi rispondono disinteressate.
– Ventottoooooo- le informo io, cercando invano una sponda.
– Ah-
– Avete capito? Ne ha ventotto!-
-Sì, mamma, ha 50 anni meno di te-
– Eh, no, dai, adesso non esageriamo, su. State cominciando a fare le sottrazioni. Provate a fare 36 meno 28-

-Farà almeno 50-
(pietà, questa sconosciuta)

(Novembre 2016)

Spogliatoio della piscina. A Mademoiselle C cade l’occhio sul minuscolo tanga di pizzo fucsia di una ragazza.
– Ehi, mamma, hai visto? Ha tantissimo corpo per quelle poche mutande-
(il loro modello femminile porta mutande della nonna, ça va sans dire)

(Novembre 2016)

“Mamma, ma quando morirà Nocciolina (il gatto) tu sarai già morta?”
“Beh, no, dai, spero di no”
“Ma mamma, io non voglio che Nocciolina muoia così presto”
(quanti anni di vita mi darà ancora occhio e croce?)

(Novembre 2016)

-Mamma, Gesù era un uomo primitivo?-
-No, Signorina A, è nato molto dopo-
-Ah, ho capito, sarà stato almeno un secondivo o un terzivo-

(Novembre 2016)

-Mamma, io vorrei andare ancora nella tua pancia-
-Ah, sì? E perché, Mademoiselle C?-
-Sì, anche io, vorrei tornarci-
-Anche tu, Signorina A?-
-Sì, perché non mi ricordo niente di quando c’ero-
-Sai, in verità, nessuno si ricorda niente di quel periodo-
– Stavolta vedrai che tengo gli occhi bene aperti-
(gran finale di Mademoiselle C)

(Ottobre 2016)

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