Zibaldone (parte quinta)

Raccolgo qui, più che altro per non dimenticarle e creare una specie di backup, alcuni racconti di vita domestica, già affidati in passato allo status di fb. Qui la prima puntata, quila seconda, qui la terza, qui la quarta.

È arrivato in casa un paio di stivali dismessi da un’amichetta più grande.
– Me li provo- dice Mademoiselle C.
Controbatte Signorina A:
– Li HO già provati e non TI vanno bene-
#beingtwins

(Settembre 2016)

Mi tocca di sostituire per una ventina di minuti un collega a un esame scritto. A fare il palo, insomma.
Mi siedo dietro agli studenti, ché incombere alle spalle è il modo più diabolico per non farli copiare.
Ad un certo punto uno studente in prima fila si alza.
Improvvisamente mi rendo conto che non so una mazza del compito d’esame.
Mentre avanza verso di me, sorrido sudando freddo.
– Ecco, ora mi farà una domanda a cui non so rispondere, merda! Okay, do una risposta neutra…oppure temporeggio fino all’arrivo del collega…oppure fingo di non conoscere l’italiano- penso tra me e me, mentre lui mi si avvicina. – Cominciare la settimana con una figura di merda non è esattamente quel che mi aspettavo. Avrei almeno potuto dare un’occhiata al compito, merda-
Intanto lui inesorabilmente arriva. E’ davanti a me, merda.
– Ehm, scusi- esordisce.
– Ecco adesso mi sforna una domandaccia impossibile- penso fortissimo, mentre continuo a sorridergli.
– Avrebbe mica un fazzoletto di carta? Sa, mi cola il naso-
#mummyeverywhere

(Settembre 2016)

Signorina A e Mademoiselle C sono impegnate in una sfida a Forza Quattro.
Mi informano che sono sul 7 a 8.
– Vince chi arriva per prima a 10?- chiedo ingenuamente.
– Ma no, mamma, noi giochiamo per pareggiare; chi arriva per prima a 10 aspetta che ci arrivi anche l’altra-
#beingtwins

(Settembre 2016)

Quando al mattino, dopo aver lasciato Mademoiselle C e Signorina A nell’atrio della scuola elementare, Miss T ed io ci mettiamo in marcia verso l’asilo, in genere ci fermiamo lungamente a un semaforo.
Molto spesso capita che gli automobilisti che aspettano il verde nella corsia adiacente alla nostra cerchino di attirare l’attenzione di Miss T, con smorfie, saluti, sorrisi.
Quando lei sorride loro, loro sorridono ancora di più.
Stamattina gliel’ho fatto notare.
” Miss T, se sorridi a quella signora, lei sarà felice almeno fino a pranzo”. Alla notizia Miss T ha preso a sorridere ancora più allegra. Allo scattare del verde la signora, poi, è sfrecciata via, sorridendo nell’abitacolo della sua seicento rossa.
Questa è una delle faccende più incantevoli dei bambini, il potere salvifico dei loro sorrisi.

(Ottobre 2016)

– Mamma, la maestra ha detto che i preti non si sposano, perché…perché sono già, sì, insomma sono già molto impegnati con Dio-
– Chissà, sarebbe bello però magari potessero sposarsi anche loro, Mademoiselle C-
– Io però da grande non lo voglio fare il prete-
– È perché vuoi sposarti?-
– No, mamma, è perché mica voglio parlare ogni Domenica davanti a tutte quelle persone-

(Ottobre 2016)

Un libro da principesse di dubbio gusto (il libro, non le principesse) reca delle domande a cui le ragazze hanno avuto modo di rispondere così.
Domanda: I miei più grandi desideri per il mio futuro sono:
Risposta:
1. Volare
2. Giocare
3. Imparare cose nuove
Domanda: I miei più grandi desideri per la mia famiglia sono:
Risposta: Diventare delle fate.
#trillynonseinessuno

(Ottobre 2016)

– Mamma, scusa, ci son due cose che non capisco-
-Dimmi, Signorina A-
– Primo: perché nelle storie i principi non sposano principesse, ma solo gente normale ma bella? Secondo: se tutto l’incantesimo a mezzanotte è svanito, perché la scarpetta di cristallo di Cenerentola non è ridiventata una ciabatta?-

(Ottobre 2016)

– Mamma, sei stata tu a scegliere di fare la scienziata?-
– Sì-
– E secondo te cosa farò io da grande?-
– Sì, sì, cosa faremo per te da grandi, mamma?-
– Non so, lo dovete scegliere voi-
– Sì, ma non hai qualche suggerimento?-
– Dovete fare quel che vi piace, così siete un po’ più certe di farlo bene e con piacere-
– Per esempio, cosa andrebbe bene?-
– Andrebbe bene la fruttivendola, la pescivendola, la parrucchiera, l’agronoma, la signora delle pulizie, la dottoressa, la veterinaria, l’ottica, la tassista, la camionista, la bancaria, la commessa, l’idraulica, la meccanica, la guida, la pilota, la maestra, la professoressa, la bidella, la giornalaia, la giornalista, la potatrice, l’attrice, la ragioniera, la cuoca, la bibliotecaria, la libraia, l’infermiera, la casalinga, la calciatrice, la pallavolista, la violinista, la muratora, l’impiegata, la politica, la scienziata, l’elettricista, la portinaia, la cooperante, l’insegnante di nuoto, la judoca, la pizzaiola, l’astronauta, la vigilessa, l’antennista, la pittrice, l’agricoltrice. Andrà bene tutto-
E, per allora, magari la lingua italiana ci avrà fatto dono di un femminile per ogni mestiere.

(Ottobre 2016)

– Miss T hai toccato Nocciolina?- le chiedo, per sapere se è necessario rilavarle le mani prima di andare a letto.
– Non so, mamma, tu mi hai visto toccarla?-
– Miss T, no, te lo sto chiedendo perché ero di là in bagno-
– Allora no, se non mi hai vista, non l’ho toccata-
(di come anche a tre anni si possa intuire – e cavalcare a proprio vantaggio- il paradosso del rumore di un albero che cade dove nessuno può sentire)

(Ottobre 2016)

16 pensieri su “Zibaldone (parte quinta)

  1. Quella di Cenerentola è abbastanza fresca, stavo pensando anche io alla soluzione. In Cenerentola, il film Disney uscito un paio di anni fa, la fata madrina crea le scarpe dal nulla, non dalle sue ciabatte o dai suoi vestiti, quindi potrebbe essere una spiegazione logica da dare alle bimbe: la fata madrina già sapeva che Cenerentola avrebbe incontrato il principe (perché è una fata quindi fa u.u) e quindi crea le scarpe partendo dal nulla, così a mezzanotte non si sarebbero ritrasformate in niente!
    Comunque è adorabile anche la cosa del “giocare a pareggiare”! Se anche i miei fratelli avessero giocato così, ora non avrei la sindrome di dover vincere tutto o lancio il tabellone in aria XD

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