Zibaldone (parte ottava)

Raccolgo qui, più che altro per non dimenticarle e creare una specie di backup, alcuni racconti di vita domestica, già affidati in passato allo status di fb. Qui la prima puntata, qui la seconda, qui la terza, qui la quarta, qui la quinta, qui la sesta, qui la settima.
– Signorina A, posso leggere la tua descrizione della mamma sul quaderno arancione?- le chiedo, mentre è già a letto.
– No, mamma, aspetta domani mattina, devo correggere un errore- mi risponde lei.
– Ma sì, poi lo metti a posto domattina, intanto io gli do un’occhiata adesso-
Al che, scatta dal letto, si arma di penna cancellabile e dopo un attimo mi porge il testo. Onesto, aderente alla realtà, affettuoso.
C’è un’unica cancellatura.
“È bassa e grassa” s’è tramutato in “è bassa e grassoccia”. Cuore mio.

(Aprile 2017)

 

Ieri, primo pomeriggio.Mademoiselle C sta guardando il derby di Milano.

– Sai chi conosci che è dell’Inter?- le chiedo.
-No-
– Zia Ilaria!-
– Ah- mi fa lei interessatissina- gioca nell’Inter?
(nuova carriera per Ilaria B)

(Aprile 2017)
Stamattina Miss T è stata svegliata presto mentre le sorellone ancora dormivano, per via della visita oculistica.
Al termine della visita, già in auto sulla strada del ritorno, colgo un suo sbadiglio.
– Povera Miss T- le dico – ti sei svegliata presto, però oggi puoi giocare o scegliere si riposare per tutto il resto della giornata: per te è vacanza!-
– Sì, devo fare un sacco di cose, beata te, mamma, che devi solo lavorare-

(Aprile 2017)

 

– Mamma, ma lo sai che la tabellina del 9 tra 1 e 5 è speculare a tra 6 e 10?-
– Signorina A, sei un genio! Non ci avevo mai pensato!-
– Mamma, giura, non ci posso credere che in tutta la tua vita non ci avevi davvero mai pensato. Alla tua età!-

(Aprile 2017)

 

Leggiamo insieme la biografia di Astrid Lindgren, autrice di Pippi Calzelunghe. Lei stessa, la scrittrice, viene descritta più o meno così: “Sa fare tutto: cucina, aggiusta oggetti, salta sugli alberi, inventa storie meravigliose…vi fa venire in mente qualcuno?”.
Al che Mademoiselle C esclama sicura: “Sì, mamma!”. (No, bambina mia, la risposta era Pippi Calzelunghe, ma in effetti la risposta esatta non mi avrebbe fatto la stessa tenerezza).
Considerato che l’unico personaggio che ho inventato io che è stabilmente entrato nel lessico familiare è un certo Mago Biascicone, con un problema di ipersalivazione e la voce palesemente rubata al Lorenzo di Guzzanti, credo che la presa di coscienza adolescenziale di Mademoiselle C sulle reali capacità materne sarà veramente (per me) disastrosa.

(Aprile 2017)

 

– Miss T, guarda che bella pioggerella leggera. Questa è l’ideale per rimpinguare le riserve idriche del suolo perché penetra la porosità senza compattare la superficie. Le piante saranno contentissime!-
– Mamma, la pioggia è brutta, mi bagna i pantaloni-
(da “Conversazioni mattutine nel tragitto auto-asilo”)

(Aprile 2017)
Miss T disperata di fronte alla libreria.
– Mamma mi aiuti? Non trovo quel libro bellissimo che mi piaceva tantissimo.
– Quale, Miss T?
– Uno bellissimo, sai, che mi piaceva tantissimo.
– Ti ricordi come si intitola?
– No.
– Vediamo…ti ricordi di che colore era la copertina?
– No.
– Ti ricordi di cosa parlava?
– No.
– Ti ricordi qualche personaggio?
– No.

– Però era bellissimo.
(comunque alla fine, non si sa come, l’ha trovato)

(Marzo 2017)

 

Come ogni mattina, accompagno Miss T all’asilo.
Entriamo nella stanza che fa da anticamera alla classe, dove sono raggruppati gli armadietti. Ci sono diversi bambini intenti a indossare grembiulini e pantofole. Scambio due convenevoli con qualcuna delle mamme mentre coadiuviamo la preparazione dei bambini.
Con Miss T parlottiamo a voce bassa di quanto sarà bello cominciare, lunedì, il laboratorio di psicomotricità e quale paio di calze antiscivolo sceglierà per la grande occasione.
A un certo punto si fa scura in volto, si tappa il naso e, alzando leggermente il tono di voce dichiara disturbata: – Mamma, c’è proprio un cattivo odore.
In effetti anche io sono stata appena investita da una zaffata intestinale proveniente da uno di quei candidi sederini che ci circondano.
– Eh, Miss T, magari un bimbo ha fatto una puzzetta.
– Sì, questa è proprio una puzzetta- conviene lei, a un volume leggermente più alto.
Poi mi guarda, cambia decisamente espressione, sfoderando un sorriso ammiccante. Infine dichiara con tono potente: – Mamma, dai che sei stata tu a fare questa puzzetta!
(buona giornata anche a voi)

(Marzo 2017)

 

Signorina A ha preso in prestito dalla biblioteca un libro che narra le gesta di tale dottoressa Puffendorf, illustre autrice di audaci invenzioni.
– Mamma, quanti scienziati ci sono nel mondo?- mi ha chiesto ieri sera, mentre stendevo- Saranno almeno 100?-
– No, credo proprio siano molti di più, decine o addirittura centinaia di migliaia- le ho risposto mentre ero intenta ad appaiare calzini.
– Ah sì?-
– Sì, Signorina A, sai che anche io, in fondo, sono una scienziata.
A questo punto lei è scoppiata in una sincera risata a scassapanza. Rideva e rideva e rideva. Poi, finalmente, ha preso fiato:- Allora, mamma, se tu sei una scienziata, al mondo ce ne sono 7 miliardi!
(AAA cerconsi: autostima, autorevolezza genitoriale, dignità professionale)

(Marzo 2017)

8 pensieri su “Zibaldone (parte ottava)

  1. Ora, non sono sicura che per una mamma sia esattamente un complimento da sentirsi dire, ma è inteso così: a me stai molto più simpatica tu, della tua prole (non sono una fan dei bambini da quando iniziano a parlare a prima dei 25 anni)

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  2. Sono stupendi questi tuoi racconti di vita. La sincerità dei bambini è unica, poi crescono e imparano anche quell’ipocrisia che noi adulti siamo costretti ad usare, perché non si può, sempre, tacere ciò che si pensa e non è sempre utile essere sinceri.

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