Zibaldone (parte nona)

Raccolgo qui, più che altro per non dimenticarle e creare una specie di backup, alcuni racconti di vita domestica, già affidati in passato allo status di fb. Qui la prima puntata, qui la seconda, qui la terza, qui la quarta, qui la quinta, qui la sesta, qui la settima, qui l’ottava.

Mademoiselle C alle prese coi castelli di sabbia: “Papi, i merluzzi li faccio io”.

(se son castelli di malta e cemento hanno i merletti, se son di sabbia di mare hanno i merluzzi. Ineccepibile)

(Luglio 2017)

 

– Bimbe, mi è venuto in mente che magari qualche volta Miss T è nervosa perché si sente esclusa dai vostri giochi- dico una sera a Signorina A e Mademoiselle C, durante la sequela dei lavaggi serali – proviamo, durante queste vacanze una nuova strategia: per favore, cercate di coinvolgerla sempre, senza estrometterla da nessuna attività-
Mi guardano molto partecipi, annuiscono.
Poi aggiungo:- Se vi viene in mente qualche trucchetto che possiamo mettere in atto papà e io per renderla più tranquilla, ditecelo, eh.
Mademoiselle C si fa seria e pensierosa.
– Mamma, ci sono! Secondo me, invece che una volta la settimana, dovresti proprio darci pane e Nutella tutti i giorni a colazione: Miss T sarà sicuramente più tranquilla-

(giovani strateghi crescono)

(Luglio 2017)

 

-Miss T, hai visto com’è forte stanotte la luce della luna?-
– È forte anche il buio del sole-

(Luglio 2017)

 

Miss T è saldamente ancorata al presente.
Ogni sera si interroga cosí sul nome che avrà l’indomani: “Mamma, che giorno è oggi quando ci svegliamo?”.

#viveresenzadomani

(Giugno 2017)

 

Plurale carie, singolare caria.
Plurale origami, singolare origamo.

A me l’italiano di Signorina A e Mademoiselle C, comunque, continua a piacere parecchio.

(Giugno 2017)

 

– Mamma, ormai sei grande da tanto tempo, secondo me potresti tornare piccola-
#missTforpresident

(Giugno 2017)

 

Miss T sale su a casa dal giardino con un filo d’erba tra le mani.
Si precipita da me e con aria colpevole si costituisce, mostrandomi la foglia che sta maneggiando.
– Mamma, ho distrutto la Natura…ma lei era così bella!-
#Naturam‘haiprovocato

(Maggio 2017)

Domenica scorsa un cornacchiotto è caduto dal nido, proprio davanti a casa nostra, con conseguenze mortali.
Ieri Miss T si sveglia con l’esantema della quinta malattia. È piuttosto soddisfatta del suo primato, nessuno l’aveva manifestata in famiglia prima di lei.
– Povera Miss T, malaticcia- le dico
– Mamma, oggi sono proprio la più povera di tutti, eh- fa lei con soddisfazione.
Poi ci pensa su.
– Sono anche più povera dell’uccello?-
– Eh, no, Miss T, l’uccello è morto, è decisamente più povero lui-
-Uff, mamma, meno male che l’hai detto-

(tutto è relativo)

 

(Maggio 2017)

 

Una delle attività casalinghe che facciamo insieme le bimbe e io è stendere. Chiedo loro aiuto, anche solo per trascorrere dieci minuti vicine a far due chiacchiere. Spesso l’aiuto si esaurisce rapidamente perché la loro attenzione si sposta verso la suddivisione delle mollette per colore o il rintanarsi per gioco sotto allo stendino diventato capanna.
Ieri sera, Miss T mi passava i vestiti bagnati, mentre Signorina A mi forniva le mollette. Intanto ci godevamo allegre il fresco della sera.
– Mamma, ma alla fine stendere non è una cosa tanto difficile- osserva a un certo punto Signorina A.
– No, in effetti, è abbastanza semplice, bastano poche attenzioni- convengo con lei.
– Allora, mamma, perché ci chiedi sempre aiuto?-

(madre ignava colta con le mani nel sacco, da figlia settenne con tono naif)

(Maggio 2017)

 

Miss T, scientifica, davanti al Moto GP:
– Pe mme vince chi arriva primo-

(un po’ Sibilla, un po’ Quelo, un po’ Boskov)

(Maggio 2017)

 

Fin da quando abbiamo appreso che saremmo diventati genitori di gemelli (che poi erano gemelle, ma l’avremmo appreso molti mesi dopo vedendole dal vivo) -con la solerzia tipica dei neo-genitori della nostra generazione- abbiamo incamerato informazioni pedagogiche, che abbiamo cercato di mettere puntualmente in atto per favorire lo sviluppo indipendente delle due personalità. Devo dire che in questa ferrea disciplina, abbiamo anche compiuto delle esagerazioni, finendo, qualche volta, per sacrificare lo spirito di condivisione. Sempre in nome di un ideale più alto, quello di favorire la crescita di due individui distinti, Angelica e Carolina, ciascuna capace di vivere la propria vita in autonomia dalla gemella. Vestiti diversi, classi distinte, massima attenzione anche linguistica (mai chiamarle “le gemelle”, “loro due”, “le bambine”, ma sempre sottolineare la loro individualità). Quando apprendiamo che diventeremo nuovamente genitori di un terzo bambino (che poi sarà una terza bambina, ma quello lo avremmo appreso mesi dopo, faccia a faccia con lei), ci pare, oltre a tutto il resto, un ottimo e ulteriore modo di equilibrare il rapporto tra le gemelle, introducendo un nuovo elemento da accogliere e amalgamare.
Finché quest’elemento, Teresa, cresce, allegramente. E, riferendosi alle sorelle, ne fa un tutt’uno e dice: “AngiCalla dov’è?”. Fine degli sforzi pedagogici.

(Maggio 2017)

 

A cena.

Signorina A ci informa che la sua amichetta le ha raccontato che al telegiornale del martedì (“sai il martedì i bambini possono guardarlo, perché ci sono solo notizie belle”…mah, questa è da approfondire) ha sentito del ritrovamento della mummia di un re vissuto tantissimi anni fa (“mmm, saranno stati almeno 1002 anni fa, o forse 2001″, boh non mi ricordo”).

– Però, papi, mica è morto perché era vecchio, è morto perché l’hanno ucciso- ci tiene a precisare.

– Beh, però, a questo punto sarebbe comunque morto di vecchiaia, Signorina A- puntualizza il signor Pàpici.

Interviene Mademoiselle C, con aria di sufficienza: – Certo che se avesse fatto un po’ di sport, magari sarebbe ancora vivo-

(Maggio 2017)

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